Lo storico tecnico rossonero Arrigo Sacchi ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere della Sera nella quale parla di diverse tematiche legate al mondo del calcio, tra le quali anche il Milan e la lotta scudetto. Ecco le sue dichiarazioni.
Sui capitani veri: “I capitani veri sono fondamentali, perché indicano a tutti la strada da seguire. Baresi aveva l’intelligenza di crescere sempre, di migliorare sempre, di non sentirsi mai arrivato, questo lo ha reso un leader, questo lo ha reso Baresi. Quando allenavo il Rimini in C1, il povero Frosio veniva ad allenarsi con 39 di febbre. Devo dare l’esempio, diceva“.
Su Donnarumma: “Ha sbagliato a scegliere i soldi. L’ho detto anche a suo padre e sua madre, l’estate scorsa, qui a Milano Marittima. Doveva restare al Milan non tanto per riconoscenza, ma perché era il posto ideale per crescere. Mai lasciare i posti in cui si sta bene. Ma resta un grande campione, lo conosco da quando era poco più che un bambino, nelle nazionali giovanili. Si rialzerà“.
Sulla Serie A: “La vera lezione in Serie A la stanno dando le piccole. Le grandi devono imparare dalle piccole, sembra un paradosso ma non lo è. Usciamo con coraggio dall’italianità e avviamo un percorso di innovazione: si può fare“.
Su chi vincerà lo scudetto: “Chi oserà di più, chi avrà meno paura. Inter favorita? Ha più qualità, esperienza. Ma il Milan può vincere, è la squadra più europea di tutte. A patto però di essere sempre un collettivo, solo così compensa i difetti dell’inesperienza“.
Sui tanti infortuni nel Milan: “Eppure sono lì davanti a tutti. Quando perdono uno per infortunio, dalla panchina ne entra un altro e quasi nessuno se ne accorge. Penso agli ingressi di Kalulu o di Gabbia, che hanno giocato all’altezza di Kjaer. Il Milan di Pioli gioca a sistema puro, due difensori contro due attaccanti. C’è un’idea di gioco che, piano piano, è stata recepita dal collettivo. Dovesse vincere, sarebbe un’impresa storica, anche per la gestione oculata dei conti che sta facendo la proprietà. Diciamo che sarebbe una vittoria doppia“.


