Arrigo Sacchi ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato del momento attuale del Milan e della scelta del prossimo allenatore. Ecco i pensieri dello storico tecnico rossonero.
“Questo Milan non è una squadra. Lo dico con dispiacere, perché sapete quanto bene voglia a questa società, ma purtroppo non si può sfuggire all’evidenza. A Bologna c’erano undici giocatori sparpagliati per il campo, senza nulla che li tenesse uniti, senza un gioco, senza un’idea. A questo punto, non resta che una cosa: un’altra rivoluzione. Nella speranza che, in questo caso, venga fatta con saggezza e seguendo le regole auree che stanno alla base della costruzione di una squadra. Tre, non una di più. La prima: serve un club con le idee chiare. La seconda: il club deve scegliere l’allenatore e sostenerlo dal primo all’ultimo giorno. La terza: i giocatori devono essere scelti dall’allenatore, in base al suo credo tattico. Per costruire una squadra serve un club che abbia le idee chiare e queste idee devono essere trasmesse all’allenatore il quale ha il compito di farle recepire ai giocatori. Per fare una buona squadra servono uomini affidabili. In campo e fuori“.
Su Conceicao: “Sarebbe ingiusto attribuire tutte le responsabilità della situazione attuale al tecnico portoghese, che è arrivato poco dopo Natale. Così come sarebbe stato ingiusto dare tutte le colpe a Paulo Fonseca per i risultati arrivati nella prima parte di stagione. Gli errori, come sempre, vanno divisi, in parti più o meno uguali, tra i dirigenti, l’allenatore e i giocatori“.
Sulla scelta del prossimo allenatore: “Punterei su un maestro: penso a Sarri o a Conte. Mi piace anche Baroni della Lazio, e seguo con attenzione e curiosità la crescita di Fabregas. L’importante è che venga un allenatore che dia un chiaro stile di gioco“.


