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Chi di parametri zero perisce, di parametri zero può ferire: Milan, il passaggio è obbligato

Siamo in pieno rush finale di questo incerto e appassionante campionato con il Milan ancora in testa alla classifica, ma già impazzano i temi di mercato. Negli ultimi anni, il mercato entra nel vivo ancora più in anticipo rispetto ai canoni. In particolare le operazioni primaverili si sono moltiplicate in rapporto al passato grazie ai famosi “parametri zero“.

Un tempo i giocatori che andavano in scadenza di contratto avevano la fila dei club disposti a fargliene firmare uno molto più lauto già nel precedente mese di gennaio, a quasi sei mesi dalla scadenza naturale. Adesso invece le prospettive sono mutate di molto. I casi di Donnarumma, Calhanoglu e Kessie ci insegnano che è sempre più usuale portare i propri big, anche se giovani e di grande valore, in scadenza di contratto, poiché non viene trovata la quadra dal punto di vista economico.

Questo fenomeno che si acuito con la pandemia, ha colpito in modo doloroso il Milan, ma quest’estate si intravvede concretamente l’ipotesi che anche altre società di primissima fascia siano costrette a subire perdite pesanti a parametro zero. In particolare stiamo parlando di Inter e Juventus che parrebbero clamorosamente vicine a farsi sfilare senza indennità economiche, due top player com Perisic e Dybala. I due casi sono diversi, ma sostanzialmente il succo non cambia: entrambi hanno pretese economiche che i club di appartenenza non intendono soddisfare.

Vero è che sono due giocatori importanti, ma sembrano non avere una centralità progettuale nel futuro nerazzurro e bianconero. Nessuno dei due è e sarebbe titolare inamovibile nella squadra di attuale appartenenza, mentre nel Milan sarebbero indiscutibilmente le prime scelte di Pioli. Conosciamo bene la filosofia di Maldini che in questi tre anni ha portato grandi risultati e li ha abbinati con un lodevole contenimento dei costi.

È sacrosanto proseguire su questa strada, anche perché la proprietà non intende abbracciarne una diversa. Ma, dall’altra parte, anche quest’anno il Milan ha denunciato l’evidente carenza di giocatori d’esperienza, abituati a vincere e a lottare ad altissimo livello. Quei giocatori che quando le partite “pesano” come in questo emozionante finale di campionato, non sentono tremare le gambe, ma si esaltano.

Il Milan di giocatori così ne ha pochi ed è destinato ad averne ancora meno, perché Kessie se ne andrà a parametro zero e Ibrahimovic, ammesso che rinnovi, sarà disponibile per poche partite. Per questo motivo, sarebbe il caso di fare due eccezioni al famoso “tetto” degli ingaggi, considerando soprattutto che Perisic e Dybala sono parametri zero.

Accontentando le loro pretese economiche sull’ingaggio il Milan si porterebbe a casa su top player in grado di elevare il valore tecnico dell’intera rosa e soprattutto di rendere più credibile il reparto offensivo sia in Italia sia in Europa. Con due come Dybala e Perisic assumerebbe un significato diverso anche l’arrivo di Origi dal Liverpool e l’eventuale conferma part-time di Ibra. Ma soprattutto, portando a casa due giocatori come il croato e l’argentino, il Milan potrebbe cedere Rafael Leao e mettere dunque a segno una rilevante plusvalenza.

La cessione di Leao

Al di là di questo finale balbettante il portoghese è stato protagonista di un’escalation di rendimento palpabile in questo triennio rossonero. Il valore tecnico di Leao non si discute e la mentalità è molto migliorata. È pronto al grande salto e, da quanto emerge, non intende rinnovare a 4 milioni a stagione, come proposto dal Milan.

Il suo contratto è in scadenza il 30 giugno 2024 e ciò significa che per monetizzare una cifra importante dalla sua cessione la prossima estate è l’ultima disponibile. Non è un uomo gol e forse non lo sarà mai, anche per caratteristiche di ruolo, ma un giocatore così sul mercato può tranquillamente valere 50-60 milioni, praticamente il doppio di quanto fu pagato da Boban 3 anni fa.

Sarebbe un ottimo affare e il Milan potrebbe avere un immediato beneficio nel bilancio. Certo, perdendo Leao e acquisendo 3 giocatori come Origi, Dybala e Perisic crescerebbe non poco il monte ingaggi. Ma si tratta di un passaggio obbligato se prima o poi si vuol tornare ad essere stabilmente competitivi in Italia e se si vuol giocare con continuità in Champions League. Anche perché, come chiedeva Maldini tempo fa, il Milan ha praticamente acquisito il pass per giocare anche l’anno prossimo nell’Europa che conta. E questo, non lo scudetto, era l’obiettivo della società. Non dimentichiamolo mai.

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