Sacrosanto non cedere ai “ricatti”, ma il Milan non può permettersi di perdere 4 titolari a zero. Sui rinnovi va cambiata strategia

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Quando la stagione dei club si ferma per gli impegni delle Nazionali, è sempre un buon momento per fare bilanci. Certo, ad inizio settembre è impossibile farne per quanto concerne i risultati – sebbene il Milan sia partito benissimo, con due vittorie nelle prime due di Serie A – ed ecco che qualche riflessione la si può compiere per quanto concerne il calciomercato e le situazioni extra-campo. Quello rossonero è stata una sessione sicuramente “piena”, con ben undici giocatori tesserati a vario titolo, comprendendo i riscatti e quel Yacine Adli acquistato e lasciato in prestito per un altro anno al Bordeaux. Si poteva fare certamente di più, soprattutto sul fronte trequartista: Messias è un giocatore dalle qualità tecniche eccezionali, che tutti i tifosi rossoneri impareranno ad amare, ma costituisce esercizio di onestà dire che da due mesi di trattative post addio di Calhanoglu ci si aspettava qualcosa in più.

Kessie e quella promessa fatta un mese e mezzo fa…

Tuttavia, a costituire il principale argomento di discussione tra i tifosi del Diavolo in questi giorni in cui il pallone non rotola in mezzo al campo, è certamente la vicenda relativa al rinnovo di Franck Kessie. Le ultime indiscrezioni che trapelano non sono proprio ottimistiche: all’ivoriano sarebbe stato offerto un contratto quinquennale da 5 milioni di euro netti annui a salire, bonus compresi, per arrivare a 6,5 milioni al quarto e al quinto anno. Offerta rifiutata dall’ex Atalanta e dal suo procuratore Atangana, che vorrebbero sin da subito una parte fissa più elevata. I tifosi rossoneri sperano che con Kessie non si ripeta la situazione di Donnarumma e Calhanoglu, entrambi andati via a parametro zero. Una situazione che rischia seriamente di verificarsi anche per Alessio Romagnoli, un altro pezzo da novanta della rosa rossonera che va in scadenza nel 2022 e per il quale il rinnovo sembra lontano anni luce. Rispetto agli altri tre, Kessie si è esposto maggiormente: nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport mentre era a Tokyo per le Olimpiadi, Kessie dichiarava senza mezzi termini: “Sono orgoglioso di aver scelto il Milan e non è mia intenzione andare via. Anzi, voglio restare per sempre. I tifosi devono stare tranquilli. Io mantengo sempre la parola. Appena finita l’Olimpiade, torno a Milano e sistemo tutto. Non ci saranno problemi”. Eppure, da allora è passato quasi un mese e mezzo e delle firme nemmeno l’ombra. Si sa che nel calcio più che in altri settori le parole le porta via il vento, ma pare onestamente difficile credere che un giocatore che si espone in questo modo, mandi poi tutto all’aria per mere questioni economiche.

Il Milan rischia di pagare le conseguenze peggiori

Se proprio si vuole fare esercizio di realismo, si può anche dire che il Milan non può francamente permettersi di perdere quattro titolari a zero in così poco tempo. Perchè, va bene la schiena dritta ed è sacrosanto non cedere – come si suol dire in questi casi, ai “ricatti” di calciatori e procuratori – però è altrettanto vero che non è possibile far passare solo il messaggio che il Milan sia l’unica squadra “sfortunata” a beccare i più avidi nel panorama calcistico. Qualcuno potrebbe dire che in tutta Europa c’è tendenza generale ad andare via a zero, ed è vero. Ma non con la portata che il Milan rischia di subire in soli dodici mesi. Il Milan rischia di pagare le conseguenze peggiori, anche perchè non ha la capacità finanziaria che hanno altre squadre “top” (vedasi, ad esempio, il Bayern Monaco) di rimpiazzare i titolari che vanno via a zero con gente di pari, se non superiore, livello. A questo punto, bisogna cambiare strategia, e rinnovare a due anni dalla scadenza, anche a costo di cedere il calciatore in caso di rifiuto. Altrimenti, il Milan non avrà mai il coltello dalla parte del manico.

Twitter: @Juan__DAv

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