In casa Milan il vento della rivoluzione continua a soffiare con forza. Le tante voci di mercato che allontanano i big dalla maglia rossonera in vista della prossima stagione hanno acceso un dibattito interno: ripartire da uno zoccolo duro italiano, per ricostruire un’identità forte e vincente. Un’idea che affonda le radici nella storia del club, ma che oggi si scontra con una realtà più complicata di quanto possa sembrare.
Attualmente, l’unico elemento della rosa ad essere nel giro della Nazionale di Luciano Spalletti è Matteo Gabbia. La sconfitta rimediata ieri sera in Norvegia ha messo a nudo, ancora una volta, tutti i limiti dell’Italia: una squadra povera di qualità e – soprattutto – priva di una mentalità vincente. In questo contesto, il progetto di un Milan a trazione italiana appare tanto affascinante quanto complesso.
La domanda è inevitabile: bisogna ripartire dagli italiani… ma da quali?
Tra i nomi più attenzionati dal club c’è Samuele Ricci, centrocampista del Torino dotato di visione di gioco, intensità e capacità d’interdizione. Un profilo che, per caratteristiche tecniche e tattiche, potrebbe dare nuova linfa a un centrocampo che attualmente fatica a trovare equilibrio. Sul fronte offensivo è emerso anche il nome di Mateo Retegui, attaccante della Nazionale e protagonista con il Genoa. L’interesse c’è, ma la trattativa si preannuncia complicata a causa delle elevate richieste del club ligure.
La volontà di riscoprire un’anima italiana è comunque chiara, e si riflette anche a livello dirigenziale: l’ingresso di Igli Tare e quello di Massimiliano Allegri sono segnali di un ritorno a un’identità più “tricolore”. Tuttavia, il vero nodo resta sempre lo stesso: su quali figure costruire un progetto tecnico credibile e duraturo?
Tra i giovani seguiti dal Milan spicca Giovanni Leoni, reduce da un’ottima stagione al Parma. Il difensore classe 2006 ha mostrato personalità e doti da leader, qualità rare alla sua età, ma a causa di un infortunio non ha potuto essere convocato. In casa Milan le situazioni di Camarda e Liberali fanno riflettere: due calciatori con quella qualità, non meriterebbero più spazio, sia a livello di nazionale che nella rosa rossonera?
Il desiderio di riportare un nucleo italiano forte nello spogliatoio c’è, ma le risorse sembrano limitate. E qui si apre la riflessione più profonda: come può il Milan affidarsi ai calciatori italiani per rilanciarsi, se la Nazionale stessa fatica a trovare interpreti all’altezza? I dubbi sono legittimi e le perplessità numerose.
Ma forse è proprio in questo momento di crisi che serve il coraggio di investire in idee, identità e progettualità. Perché costruire uno zoccolo duro italiano non è solo una questione di passaporti. È una questione di futuro.


