La vendita di Tijjani Reijnders dal Milan al Manchester City è una delle transazioni di mercato che hanno creato più scalpore nelle ultime settimane. Non solo perché la somma che il club rossonero potrebbe guadagnare è molto alta (potenzialmente da record) ma anche, e soprattutto, per la particolarità dell’accordo: una parte fissa non grandissima e una serie di bonus che possono far aumentare di molto il valore totale della cessione.
Un’intesa strategica e calcolata
Secondo notizie fuoriuscite da fonti affidabili, il Milan ha detto sì a un’offerta che contiene una parte fissa garantita tra i 55 e i 57 milioni di euro oltre ad altri 13-15 milioni in bonus legati alle prestazioni di Reijnders con la maglia del City. Una cifra che potrebbe arrivare a 70-75 milioni rendendo, di fatto, quella dell’olandese la cessione più remunerativa nella storia rossonera, battendo il vecchio record detenuto da Kakà.
È interessante notare come questa notizia abbia suscitato dubbi tra tifosi ed esperti. Ma dietro questa decisione ci sono ragioni economiche e strategiche ben chiare da parte del team Milanista. In un certo modo, il sistema ricorda le slot machine online, dove il guadagno non è immediato ma si costruisce via via nel tempo con una serie di eventi esattamente come questo caso.
La clausola con l’AZ Alkmaar
Uno dei motivi che hanno spinto il Milan a scegliere di accettare una parte fissa più bassa riguarda la clausola del 10% inserita quando Reijnders venne comprato dall’AZ Alkmaar nel 2023. Questa clausola dice che il club olandese avrà il 10% dei guadagni incassati da una vendita futura del giocatore; ma cosa più importante: essa vale solo per la cifra garantita e non per i bonus.
In pratica, mantenendo basso il prezzo fisso, il Milan dovrà pagare all’AZ un’imposta più piccola. Un’idea che sembra audace ma assolutamente coerente con la logica del profitto: meno soldi dati al club prima, più risorse da spendere internamente.
Bonus intelligenti e raggiungibili
Un altro aspetto chiave dell’affare è la struttura dei bonus. In questo caso, tanti dei bonus messi nell’accordo, sono legati a risultati considerati molto probabili: presenze per anno, qualificazioni a gare importanti, e così via.
Questo vuol dire che il Milan ha una buona chance di portare a casa gran parte di quei 13 – 15 milioni extra, rendendo la vendita non solo azzeccata nel breve periodo , ma anche solida e redditizia nel lungo termine. Un po’ come un investimento dove non si guadagna tanto subito ma dopo qualche anno.
Parlando del contesto e del tempismo
Anche il contesto temporale ha giocato un ruolo chiave. Il Manchester City, voleva concludere l’affare prima del Mondiale per Club, il che ha reso più veloce la trattativa, ma non al punto da pagare un prezzo fisso troppo alto. In questo sottile equilibrio tra le esigenze del compratore e gli obiettivi del venditore, il Milan ha scelto di percorrere una strada molto più remunerativa nel lungo termine.
E, sebbene Reijnders avesse un contratto con scadenza fissata al 2030, l’interesse della Premier League, ha reso il momento particolarmente favorevole per il Milan di vendere il giocatore.
In conclusione
La scelta del Milan di prendere una somma fissa più bassa per il passaggio di Tijjani Reijnders non è nata da una debolezza, ma da un’attenta pianificazione e visione lungimirante. Dimezzare l’influenza dell’accordo con l’AZ Alkmaar, monetizzare su premi raggiungibili e usare il tempismo favorevole sul mercato si è mostrata una combinazione vincente.
Una scelta che mostra un club sempre più attento alle dinamiche del calcio attuale, capace di agire con intelligenza e astuzia, anche davanti a proposte che possono sembrare meno attraenti. In un ambiente dove ogni particolare potrebbe far risparmiare o far guadagnare un sacco di soldi, un’azione come questa dice molto sull’intelligenza del club. E proprio come con le slot machine, il successo arriva quando si conoscono bene le regole del gioco.


