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Le accuse di Raiola e quella spasmodica ricerca di esser sempre fuori luogo

Sono anni duri, lo ripetiamo da tempo. Alcune questioni man mano vengono risolte dalla società, ma la mala gestione degli ultimi anni berlusconiani e il cameo di Li, hanno consegnato ad Elliott un club con un’infinità di problemi. Risolverli spacchettando ogni singola situazione, ha comportato e sta comportando enormi sforzi.

L’uscita di Donnarumma è stato uno dei nodi che la dirigenza ha dovuto affrontare. L’ha fatto per il bene del Milan, nel rispetto di tutte le parti e non ultimo, consegnando a Pioli un ottimo sostituto. Ma se il Milan ha saputo andar oltre a tutto questo, non si può dire lo stesso di Raiola.

Il Corriere dello Sport si è accaparrato l’esclusiva col procuratore del portiere del PSG, all’indomani della pubblicazione di un editoriale nel quale si definivano ‘teppisti’ i tifosi milanisti che hanno fischiato Donnarumma a San Siro mercoledì sera. Singolare che proprio quel quotidiano sportivo quest’oggi avesse in prima pagina lo sdegno dello stesso Raiola.

L’intento è far passare le vittime per carnefici. Mistificare la realtà di una vicenda arci nota e non ultimo, spostare l’attenzione dalla non titolarità a Parigi, dettaglio che in chiave Nazionale in futuro potrebbe anche aver un peso. Raiola ha cercato di buttar fumo negli occhi a tutti, addetti ai lavori, appassionati, e anche al suo assistito, credendo forse che dall’altra parte ci siano stolti.

Da più parti la verità è stata ben compresa. A fischiare Donnarumma non sono stati solo tifosi rossoneri, ma anche di altre squadre. Come ha ricordato oggi Capuano in diretta su Radio24, fu fischiato anche al momento del cambio all’Olimpico durante l’Europeo contro il Galles quando al suo posto è entrato Sirigu.

Gli appassionati di calcio, in aggiunta ai milanisti, semplicemente si sono stufati di essere presi in giro da procuratori che di fatto possiedono i cartellini dei propri assistiti e li marionettano qua e là ad uso e consumo delle proprie finanze. E la società Milan non ha nulla a che fare con chi fischia allo stadio o appende uno striscione in città e pertanto non gli è dovuto prendere le distanze. Dalle stesse parole in conferenza stampa pre Italia-Spagna, lo stesso Donnarumma si è capito che c’è ancora un buon rapporto mister Pioli, col quale si sente telefonicamente, segno ulteriore di umanità che va oltre i colori.

Non si sa cos’abbia contro il Diavolo Raiola. Ma certo non sarà un caso che proprio quando si inizia a parlare di un’apertura di Romagnoli verso il rinnovo, arriva subito il tuono del suo procuratore che ancora una volta si pone come antagonista. Finché non si limiterà il potere degli agenti con leggi ad hoc, resteranno queste problematiche e con esse attriti che vanno contro i valori dello sport. Tempi bui.

Raiola
Mino Raiola – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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