Con 34 giornate giocate e 67 punti in classifica, il Milan di Allegri è al terzo posto in Serie A, dietro Inter (79) e Napoli (69), con la Juventus a 64 punti. Como e Roma ferme a 61. A quattro partite al termine del campionato 2025/26: Sassuolo, Atalanta, Genoa e Cagliari, i rossoneri sono ad un passo dal ritorno in Champions League. Il Diavolo, già questo fine settimana, avrebbe a disposizione il primo match poi, vincendo contro i neroverdi e se Como e Roma non riuscissero a fare punti.
La vittoria di Verona ed il pareggio contro la Juventus, hanno permesso alla squadra di Max di affacciarsi alle prossime gare con una discreta tranquillità, considerando anche gli scontri diretti favorevoli con alcune inseguitrici. Dopo una stagione di transizione, con un mercato estivo non proprio semplice ed alcuni alti e bassi, riportare il Milan nella massima competizione europea rappresenta il principale grande obiettivo, che renderebbe la stagione positiva.
Milan, qualificazione ad un passo: quali mini-obiettivi fino al termine della stagione?
Se dovesse andare a segno la qualificazione alla prossima Champions League, il Milan si regalerebbe un finale di stagione sereno e senza troppa pressione: non accadeva da due anni, quando alla guida del Diavolo c’era ancora Stefano Pioli. Per i ragazzi di Allegri, serviranno comunque stimoli importanti. Uno degli obiettivi assoluti, dovrà essere quello di non uscire dalle prime tre posizioni della classifica. Anche in vista della prossima stagione, arrivare nelle prime tre darebbe un significato diverso al lavoro svolto dalla squadra, e la lancerebbe tra le favorite della prossima stagione.
Un secondo obiettivo, è quello di migliorare la differenza reti, non tanto per la fase difensiva, per la quale il Milan risulta la miglior difesa del campionato (27 reti subite), ma per la fase offensiva: il Diavolo ha segnato soltanto 48 reti. Cio’ che conta è sempre il risultato finale, ma un numero di reti così basso non lo si vedeva dalla stagione 2015/16, dunque, da 10 anni.
Il terzo obiettivo, è quello di provare a sfruttare il più possibile la rosa, facendo giocare e testando anche calciatori che quest’anno si sono visti meno. Gente come Gimenez, bloccato e frenato quest’anno dagli infortuni, Jashari (che sicuramente prenderà il posto di Modric, costretto ai box per l’operazione al viso), Loftus-Cheek che ha perso ritmo, Athekame ed Odogu. Inoltre, anche l’idea di un cambio modulo non è del tutto sbagliata: capire se Leao ha ancora linfa per giocare da esterno d’attacco, se per la prossima stagione (con il probabile ritorno in Champions), sarà possibile immaginare un Milan più europeo e meno “italiano”.
L’obiettivo primario resta quello di non steccare e portare a casa la qualificazione senza patemi. Una volta raggiunta il Milan potrà passare a questi mini-obiettivi. La squadra ha dimostrato maturità nelle ultime settimane. Ora serve solo continuità per trasformare un “obiettivo minimo” in un traguardo raggiunto con autorità. San Siro aspetta di festeggiare il ritorno tra le grandi d’Europa.


