Calcio d’angolo di De Paul, colpo di testa indisturbato di Becao e palla in rete, subito sconfitta all’esordio per il Milan in questa stagione. Il gol preso di testa, che sia su azione o che sia su palla inattiva, è un problema storico per i rossoneri. In queste prime – e forse anche uniche – 26 giornate, la squadra allenata da Giampaolo prima e da Pioli poi, ha incassato tra campionato e coppa Italia ben 9 reti di testa. Se teniamo presente che il diavolo ha subito 36 reti in questa stagione, quelle di testa rappresentano ben il 25% del totale. Tutti questi gol derivano solamente da errori, leggerezze nelle marcature o c’è dell’altro? Se contiamo che le reti realizzate con un colpo di testa sono state solamente 2, il problema è ancora più grosso. Certamente nella rosa rossonera di questa, ma anche delle passate stagioni, mancano giocatori con una certa spezza e, soprattutto, con coraggio e cattiveria nelle marcature.
L’arrivo di Ibrahimovic a gennaio ha aiutato anche sotto questo aspetto, visto che il gol presi di testa dal suo arrivo sono stati 4 e che proprio lui, con il gol all’Inter nel derby, ha firmato il 50% di quelli realizzati. Questo ovviamente non basta, il Milan deve migliorare anche e soprattutto sotto questo punto di vista, anche perché spesso nel calcio di oggi, gli episodi sono quelli che possono portare ad una vittoria o ad una sconfitta. Abbiamo parlato del ritorno di Ibra che però di ruolo fa l’attaccante. Ma un altro grosso problema quindi sta nel reparto difensivo: Romagnoli e Gabbia, la coppia titolare dell’ultima gara giocata dal Milan contro il Genoa ma anche quella che la maggior parte dei tifosi invoca come possibile coppia del futuro, sono molto simili come attitudine. Sono due playmaker bassi, più portati ad iniziare l’azione che alla marcatura a uomo. Ecco al diavolo manca proprio un uomo che stia appiccicato all’attaccante avversario e non lo faccia respirare.
E qui arriviamo al concetto di coraggio. L’ultimo difensore con queste caratteristiche in maglia rossonera è forse stato Mexès. Di coraggio ne aveva anche troppo ma, fino a prova contraria, quel Milan comunque arrivava nelle prime posizioni in campionato e disputava la Champions League: che sia solamente un caso?

