Se pensavamo che potesse trattarsi di una semplice contromossa studiata appositamente per il derby, beh, Fonseca sta dimostrando che il suo 442 è diventato una vera e propria base di lavoro. Nel segno della continuità, parola che più volte è stata sottolineata dal portoghese in conferenza stampa e nelle varie interviste. Continuità di modulo, ma anche di uomini, dal punto che a partire dal match contro l’Inter fino alla trasferta di Firenze gli uomini son stati pressoché gli stessi. L’unica eccezione riguarda la gara di Leverkusen, in cui Loftus-Cheek ha sostituito inizialmente l’acciaccato Morata.
E nel terzetto Inter-Lecce-Leverkusen è evidente che un upgrade c’è stato. L’equilibrio, ad esempio. L’applicazione di tutti ha permesso ai rossoneri di subire appena due reti in tre incontri, numeri che al Milan d’oggi fanno notizia. Emblema di questo cambiamento è senza dubbio Leao, molto più attento al ripiegamento che alle sgaloppate in avanti, a differenza del passato.
Dopo il derby è sembrato filare tutto liscio come l’olio. O quasi, visto il ko in Champions League alla BayArena che però ha un sapore diverso, molto diverso rispetto, ad esempio, a Firenze. Perché se in terra tedesca contro i campioni di Germania è ammesso perdere 1-0, recriminando pure un ottimo secondo tempo, ieri sera al Franchi è stato difficile accettare una sconfitta del genere. Tralasciando le occasioni sprecate, il passo indietro più significativo riguarda la famosa fase difensiva. Il Milan è tornato a subire, a regalare, a incassare due reti come nelle prime tre partite.
E qui sorge il dubbio. Il Milan sarà davvero in grado di dare continuità a questo 442? Numericamente parlando, la risposta è positiva. Fonseca dispone di una coppia per ruolo, o quasi, eccezione fatta per una delle due punte, dal momento che Okafor è considerato come un ricambio sull’esterno. Mentre le caratteristiche delle seconde linee, in relazione al modulo, fanno pensare. Se Rafa ha un sostituto che può interpretare allo stesso modo i compiti dell’esterno, ovvero Okafor, dall’altra parte Pulisic non può dire lo stesso. Chukwueze è senza dubbio un ottimo dribblatore, ma la fase difensiva non è tra le sue qualità di spicco. E sappiamo quanto il sacrificio sia la chiave del nuovo sistema. Fofana, inoltre, non ha una vera e propria riserva. Musah lo potrebbe diventare, ma serve tempo. Fatto sta che il francese non potrà continuare a giocarle tutte. Così come Rejnders, un unicum in rosa, e Abraham. L’alternativa, ovvero Ruben Loftus-Cheek, dà la sensazione di non dare il meglio di sé in queste vesti.
Per questi motivi la questione 442 è tutta ancora da scoprire. Senza dubbio si tratta di un sistema che garantisce maggior equilibrio rispetto a prima, ma sarà importante riuscire a coinvolgere tutti, trovando una collocazione per ciascuno in base alle caratteristiche. Ora c’è la sosta e questa può essere una buona occasione. Tocca a Fonseca.


