Milanello, ieri chiuso per il consueto riposo settimanale, ha comunque aperto i cancelli a chi non vuole fermarsi. Dentro Gimenez, impegnato nella lunga riabilitazione alla caviglia operata, Saelemaekers, al lavoro per rientrare il prima possibile dopo il problema agli adduttori accusato domenica, e soprattutto Rafa Leao, che non figura tra gli indisponibili ma ormai appartiene di diritto alla categoria degli stakanovisti.
Il portoghese si è presentato al centro sportivo nel giorno di relax del gruppo per una scelta personale: voleva esserci. Terapie e lavoro individuale con lo staff per ritrovare la miglior condizione possibile dopo l’infortunio dell’8 dicembre a Torino, che ancora oggi gli provoca un fastidio agli adduttori costantemente monitorato per evitare derive verso la pubalgia. Rafa ha stretto i denti, ha dato disponibilità al rientro anticipato e da quel momento non si è più fermato.
I numeri raccontano un nuovo Leao
Come evidenzia l’edizione questa mattina in edicola de La Gazzetta dello Sport, i numeri raccontano meglio di ogni parola la sua incidenza: gol decisivo a Cagliari, rete del pareggio contro il Genoa, mezz’ora da subentrato contro la Fiorentina e il Milan trova il pari, assist per Rabiot a Como, tocco illuminante per Pulisic contro il Lecce.
Un contributo continuo, spesso decisivo, anche quando la condizione non è ancora al top. È un Leao diverso, non solo nell’atteggiamento ma anche nella posizione. Non più solo l’esterno sinistro delle galoppate mancine, ma un centravanti moderno che attacca la profondità, meno spettacolare e più concreto. Allegri lo ha sottolineato pubblicamente:
«Fa movimenti da attaccante meravigliosi, nonostante non stia ancora benissimo».
Oggi Rafa è il riferimento offensivo del Milan
Rafa ha accettato il cambiamento, ha smesso di cercare solo l’uno contro uno in fascia e ha imparato a vivere dentro l’area. Lo fa a modo suo: con generosità, sacrificio e spirito di squadra. Oggi è lui il riferimento offensivo, quello che deve occupare il cuore dell’area di rigore. E i dati lo premiano: 7 gol in 15 partite di campionato, 12 da titolare, una rete ogni 143 minuti. Meglio perfino della stagione 2022-23, la più prolifica finora, chiusa con 15 gol in 2430 minuti (una rete ogni 162’).
Il fisico ancora non lo sostiene al cento per cento: in partita Rafa corre e si lancia, ma a volte deve gestirsi e limitare gli scatti. Eppure resta imprescindibile. Allegri a lui non rinuncia mai. Leao fa tendenza anche così. E Roma è già nel mirino, preparata con una settimana di anticipo.


