C’è una frase molto importante che forse è passata un po’ in sordina nella serata di ieri, pronunciata da Massimiliano Allegri in conferenza stampa: “È stata una serata caotica: noi non dobbiamo giocare partite caotiche“. Quello che è stato uno dei tratti distintivi del Milan post scudetto, ovvero il caos, è diventato un brutto male da combattere in pochissimi mesi. È stato ristabilito l’ordine delle cose, non ancora però completamente.
Cremonese e Pisa: mancanza di controllo
Per chi scrive, le due gare si sono sviluppate in modo totalmente diverso, non solo per il risultato finale, ma anche per andamento. Detto questo, ciò che le accomuna è quanto abbiamo descritto sopra con la parola “caos”, che d’ora in avanti chiameremo “disordine”.
La gara contro la Cremonese e quella contro il Pisa si somigliano per mancanza di controllo su sé stesso da parte del Milan. Sarebbe erroneo definirlo mancato controllo sul match perché nella sfida di ieri sera il primo tempo ha detto altro. Il mancato controllo è piuttosto sul piano di gioco. Nei primi 45 minuti di ieri, così come in quelli finali, si è tornati a vedere un Milan lungo, frenetico, poco incisivo. Contro la Cremonese si erano invece viste le classiche folate: inizio partita, calo di metà primo tempo con la crescita dell’avversaria e il gol, la reazione di nervi, lo stallo e il gol subito a sorpresa.
Milan-Cremonese e Milan-Pisa sono partite totalmente diverse
Innanzitutto è logico contestualizzarle: la prima arrivava ad inizio stagione con una squadra ancora convalescente dall’annata disastrosa, la seconda arriva dopo un momento molto positivo in termini di risultati e di fiducia riacquisita.
La distinzione più naturale è il risultato, che forse è indicativa anche di una crescita nel corso di questi due mesi: ad agosto terminò con una sconfitta, ad ottobre con un pareggio. Certo, l’andamento delle due partite è stato agli antipodi.
Il Milan visto contro la Cremonese non era riuscito ad andare in vantaggio immediatamente nonostante le occasioni, mentre quello contro il Pisa ce l’ha fatta. Il peccato originale di ieri è paradossalmente il troppo ordine, dove per ordine intendiamo l’accortezza, del primo quarto d’ora del secondo tempo. Il peccato originale di metà agosto era stato invece il disordine e le disattenzioni individuali e di reparto in fase difensiva.
L’unica cosa che può unire le due prestazioni è appunto quell’idea di mancanza controllo su sé stessa che questa squadra talvolta ha. Dopo il pareggio del Pisa, Allegri predicava calma (“halma”) per gestire i tanti minuti ancora a disposizione. E c’è un’immagine significativa, ripresa dalle telecamere, quando il tecnico richiama Modric e gli fa un gesto chiaro che indicava appunto una tranquillità da ritrovare per gestire il momento della partita.
È anche questo il caos, che parte dalla mente dei giocatori, che va estirpato. Residui, per alcuni, di un passato recente che sembrava oramai lontano e che per una sera è tornato a palesarsi. Meno succederà, più questo Milan avrà possibilità di arrivare in alto. Quanto? È presto per dirlo, intanto mancano 56 punti all’obiettivo…



[…] c’è tempo per rammaricarsi. Il Milan, dopo il pareggio contro il Pisa, deve pensare ad un’altra nerazzurra: nel turno […]