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“Job’s not finished”: da Pioli a Thiaw, dalla corsa scudetto alla corsa per i quarti di Champions nell’insegnamento di KB24

Cambiano i tempi, gli obiettivi e gli interpreti, ma non la mentalità. A distanza di nove mesi non è più Stefano Pioli a dare input ai suoi giocatori, ma sono quest’ultimi a farlo per loro stessi. “Job’s not finished” è stato il mantra dell’ultimissima parte di stagione scorsa nelle ultime tappe verso lo scudetto, “Job’s not finished” è il mantra di questo momento rossonero verso il ritorno degli ottavi di finale di Champions League, in programma tra poco  meno di un mese.

Questa volta non è il tecnico rossonero a dirlo, ma Malick Thiaw, il volto nuovo di questo Milan in ripresa. È lui l’MVP eletto dai tifosi rossoneri per la sfida d’andata contro il Tottenham e ciò non farebbe troppo notizia se non si fosse trattato del debutto in Champions League del classe 2001 tedesco. Un fil rouge tra il passato tricolore e un presente che ha bisogno di colorarsi.

 

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Il lavoro non è finito

La celebre frase di Kobe Bryant, detta in occasione dell’intervista post gara 2 delle Finals NBA del 2009 contro gli Orlando Magic, è diventata un letimotiv dell’ambiente rossonero. Il primo utilizzo (che si conosce) risale ai giorni di avvicinamento a Milan-Atalanta, penultimo match della scorsa annata (terminato 2-0 a favore dei rossoneri). Pioli fece vedere il video in questione ai suoi ragazzi in settimana e lo rivelò nel post-partita. Lo storico numero 24 dei Los Angeles Lakers, tra l’altro, era un grande tifoso del Milan.

Al tempo, il difensore militava ancora nello Schalke 04, ma era stato seguito già nel mercato invernale 2022 dal club di via Aldo Rossi. Arrivato in Italia in estate con un trasferimento dal valore di circa 6-7 milioni di euro, solo ora sta iniziando a trovare continuità sia di minuti che di rendimento (alto). Il tecnico emiliano ha detto di avergli preferito altri compagni fino a questo momento, ma nel momento del bisogno, forse quello giusto, lo ha chiamato in causa e sta rispondendo presente.

Come terzo di sinistra della difesa a 3 sembra trovarsi benissimo, sia in fase di impostazione (diverse uscite palla al piede, ma anche lanci precisi col mancino) che in quella difensiva. Sotto quest’ultimo punto di vista, di testa sta diventando veramente un fattore, sia sui lanci avversari che sulle palle inattive: sovrasta chiunque. Il suo inserimento nell’ambiente procede benissimo, come da lui stesso ammesso ieri nel post-gara: “C’è voluto del tempo per sentirmi a mio agio qui, ora mi sento bene e a casa: mi piacciono i giocatori e lo staff, mi sento come in famiglia“. E se cita Kobe Bryant, ora in famiglia lo è davvero.

Milan-Tottenham: Simon Kjaer, Harry Kane, Malick Thiaw (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Tottenham: Simon Kjaer, Harry Kane, Malick Thiaw (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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