È l’episodio più discusso della giornata appena passata e rischia di diventare quello più chiacchierato anche per tutta la pausa natalizia. Dopo quel che è accaduto in Champions League contro Atletico Madrid a San Siro e a Oporto col Porto, gli errori macroscopici contro Atalanta e Verona in campionato, solo per citarne alcuni, il Milan continua la sua striscia di orrori nonostante il VAR.
Quello di ieri è oltre l’immaginabile. Considerare Giroud come giocatore che partecipa attivamente all’azione è fuori da ogni logica, ma non finisce qui. Il paragone che tanti, Massa in primis, hanno fatto con l’annullamento del gol dell’Atalanta contro la Roma, è del tutto fuorviante.
Palomino che si trova alle spalle di Cristante, è in effetti colui che avrebbe in caso poi terminato l’azione stessa, inducendo il centrocampista della Roma ad intervenire. Giroud invece, oltre a non disturbare Juan Jesus, non è più coinvolto nel contendere. Pertanto il tocco del difensore azzurro, con una giocata volontaria, a maggior ragione rende valido il proseguo dell’azione conclusa come sappiamo da Kessie.
Tutte le analisi fin qui pubblicate e rese note continuano a valutare l’accaduto un sé e si perpetua nel paragonarlo a quanto accaduto a Bergamo. È un errore nell’errore dunque perché per essere paragonati il tocco di Juan Jesus avrebbe dovuto generare un autogol, o avrebbe dovuto in alternativa esser Giroud l’ultimo a toccare la palla prima che finesse in rete. Ma non è accaduto e nessuno analizza i fatti per quelli che sono stati, ne i media ne la società. Questo è ciò che più ci perplime.

