Quella di ieri è stata solo la prima di trentotto gare che il Milan disputerà in questa nuova stagione 2025/26 del campionato di Serie A. La prima preoccupante sconfitta però si è già affacciata in via Aldo Rossi, e ciò che preoccupa non è tanto la stessa, che si può anche accettare, ma la maniera in cui è arrivata. Stessi errori, stessa anestesia difensiva che l’anno scorso saltava spesso all’occhio e stessi fischi di San Siro.
Interpreti diversi (allenatore, staff e qualche giocatore), ma risultato uguale. Poi certo, la rete di Bonazzoli è senz’altro un capolavoro, ma sicuri fosse proprio inevitabile? In fondo lo stesso attaccante della Cremonese ha avuto tutto lo spazio e il tempo per coordinarsi e segnare il gran gol vittoria. E non si può andare troppo alla ricerca della “poca forma fisica“, la stragrande maggioranza dei titolari ieri è a Milanello da luglio, i rossoneri sono stati una delle prime squadre ad iniziare il ritiro pre season.
Chiaro che a volte specialmente nelle primissime partite di campionato possano nascondersi più insidie del normale, ma è proprio il sottovalutare l’avversario che ha condotto il Diavolo in questo loop infernale, non è il caso di continuare su questa strada. “Dovevamo solo alzare la percezione del pericolo. Altrimenti possiamo vincere o perdere con tutti” ha detto Max Allegri ieri in conferenza stampa, frasi che suonano molto familiari. Pioli, Fonseca e Conceicao avevano già fatto suonare questo allarme ai loro tempi, ma evidentemente neanche con un quarto cambio in panchina – nell’arco di un anno e poco più – è stato così semplice risolvere il problema.
CENTRALI INADATTI?
La domanda sorge spontanea a questo punto, perché la difesa – ad eccezione del neo arrivato De Winter al posto di Thiaw – è la stessa dell’anno scorso e di due anni fa, e no, non ha funzionato neanche ieri. La necessità di un altro centrale era quasi logica, non c’è un vero e proprio leader tra di loro, l’unico sarebbe dovuto essere Tomori, visti gli anni di Milan e di esperienza totale alle spalle, ma non ha quel tipo di carisma. Allora Gabbia, dato il gran legame con i colori rossoneri, ma in questo caso ha bisogno di più partite alle spalle e di imparare da qualche maestro in quel ruolo.

Ecco perché un acquisto di esperienza “alla Modric” in difesa cambierebbe le carte in tavola. La mediana rossonera è tenuta in piedi da dei giocatori giovanissimi, capitanati però da un Dio di questo sport, che è proprio l’ex Real Madrid. In quella determinata area di campo ci saranno senza dubbio miglioramenti con il passare del tempo, sarebbe da stolti non provare ad imparare nulla dal migliore. Per quanto anche il centrocampo abbia fatto una partita nettamente inferiore alla sufficienza ieri. Il cambio di marcia è subito obbligatorio ora, una sconfitta alla prima di campionato ci sta, ma poi bisogna dimostrare – come ha detto Allegri – “solidità“.
Ci si può aggrappare facilmente all’esempio del Napoli lo scorso anno, che dopo una stagione orrenda ha iniziato il campionato con una brutta sconfitta, e poi sappiamo tutti com’è andata a finire. C’è stato un importante intervento nel mercato, che ha completato la rosa di Antonio Conte a dovere, permettendogli di vincere lo scudetto 9 mesi dopo. Bisognerà fare la stessa cosa? Il mercato fin qui c’è stato, ma evidentemente non è sufficiente per poter fare di meglio.
Ora si possono guardare i lati “positivi“: la sconfitta di ieri ha messo in luce evidentissimi errori da non commettere più. Questo discorso, i tifosi ne sono ben consapevoli, è stato affrontato centinaia di volte l’anno scorso e negli ultimi anni, ma il reiterarsi delle stesse situazioni spiacevoli rimaneva comune all’ordine del giorno. Perciò, checché se ne dica, la prima regola sarà proprio quella di imparare dai propri errori.


