Milan, è l’atteggiamento a fare la differenza: ecco la notizia migliore della serata di San Siro

Clean sheet? No. Quattro gol in 30 minuti? No. La notizia migliore della serata del Milan si chiama atteggiamento e da questo deve ripartire Fonseca con la sua squadra. Serviva forse la scossa della tifoseria, arrivata a lanciare un ultimatum al club? Forse, ma prima di tutto andava ritrovata la voglia dentro sé stessi e il match contro il Venezia ha dimostrato che quando c’è quello, si può sopperire anche a difficoltà solamente mascherate per 90′.

Parliamoci chiaro: esaltarsi o trarre aspetti troppi positivi a livello tecnico-tattico dopo la partita di ieri sera sarebbe sbagliato. L’avversario, per quanto coraggioso e venuto a San Siro per fare la propria gara, non era evidentemente all’altezza del grande palcoscenico e, a meno di clamorosi ribaltoni, è uno dei principali indiziati ad occupare i bassifondi della classifica. Non un test complicato, sebbene nei primi 20 minuti il campo abbia detto altro, perché i lagunari, con tutti i limiti del caso, hanno tenuto bene il campo e anzi si sono resi pericolosi con occasioni che non compariranno negli highlights della sfida, ma che potenzialmente sono state molto importanti.

E qui torniamo al discorso precedente: il risultato e soprattutto l’atteggiamento in campo di Theo Hernandez, Leao e compagni, hanno fatto sì che quei problemi visti anche ieri in fase difensiva si limitassero ad una porzione di partita e non fossero così evidenti. Una specifica: quando parliamo di atteggiamento, indichiamo la ferocia nel recupero palla dopo 82 secondi del terzino francese, dirompente sulla fascia ed efficace in fase difensiva. Tutto il contrario di quanto si era notato nelle prime uscite stagionali. Allo stesso modo indichiamo anche la cattiveria agonistica nei contrasti di Loftus-Cheek, trasformato rispetto all’ectoplasma visto nelle prime gare. Non può essere stato solo e soltanto il ruolo in campo ad aver modificato il comportamento dell’inglese.

Da qui la domanda sorge spontanea: cos’è cambiato, oltre alla caratura dell’avversario, rispetto a Torino, Parma e Lazio? Perché approcciare un match in questo modo solamente dopo 3 partite incolori? La sensazione è che oggi al Milan e a certi suoi giocatori servano motivazioni forti come lo sono state le critiche di queste settimane per far sì che si risvegli lo spirito guerriero. Ben vengano, sotto un certo punto di vista, le sfide contro Liverpool e Inter, gare che “si preparano da sole” per fame di vittoria. Certo, l’atteggiamento propositivo non basta perché servirà molto altro anche a livello tecnico-tattico per resistere ed essere competitivi dinanzi a top player o bestie nere, ma questo è già un primo passo verso la giusta direzione ed è sicuramente l’aspetto più positivo della serata di San Siro.

Milan: l'esultanza dopo un gol (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: l’esultanza dopo un gol (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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