“Su come stare al Milan bisognerebbe fare una serie Netflix, per capire cosa significa meritarsi una società del genere”. Poche parole, ma significative e chiare. È intervenuto cosi Alessandro Nesta durante una diretta Instagram assieme al suo ex compagno in Nazionale Fabio Cannavaro. L’attuale allenatore del Frosinone si è focalizzato sul valore della maglia e del mondo Milan, che probabilmente è stato trascurato e quasi buttato via nell’ultima decade.
Da dimenticare o da ricordare? Alessandro Nesta ha ragione da vendere, e probabilmente lui è uno degli esempi più forti per spiegare che cos’è stata la gloria del Milan, l’orgoglio di giocare per questa maglia, la gioia di vincere con quei colori. Spesso il mondo del tifoso rossonero assume le sembianze del ricordo, il ricordo bello e luminoso di aver vinto tanto, troppo. Di essere stato per molti anni il Club più titolato al mondo, di aver giocato tre finali di Champions League in cinque anni, vincendone due. Ma oggi che cosa può assumere un valore che può ribaltare nuovamente le carte in tavola: ricordare il passato o dimenticare gli ultimi 10 anni? Forse entrambi, ma la verità passa da discorsi come quelli dell’ex numero 13 rossonero, che ha giocato, sudato, imparato e poi vinto tutto con la maglia del diavolo cucita addosso.
È sotto gli occhi di tutti che fino ad oggi questi valori hanno fatto fatica a venir fuori, a partire dall’alto della nuova propiretà e a finire dai calciatori in rosa. Il post-Berlusconi è risultato pian piano un totale disastro, nuovi presidenti e nuove figure societarie che purtroppo non hanno vissuto quel Milan, e oggi inevitabilmente non possono rimandare ai ragazzi questi valori, questo senso di gerarchia se appunto, non sono stati vissuti. Complice e da spartiacque è stato probabilmente l’anno dell’addio dei senatori, che hanno salutato tutti insieme.
Ci hanno provato sulla panchina ma timidamente Seedorf, Inzaghi e Brocchi prima. Ci ha provato Gattuso. Ci sta riprovando Maldini. Tentativi sempre destinati a finire molto presto, ultimo, appunto, quello dello storico capitano rossonero. Oggi purtroppo c’è molta confusione, nessuno può sapere quando e come il Milan potrà tornare ad alzare la testa e farsi sentire davvero. Forse le cose stanno iniziando in qualche modo a cambiare. Alcuni elementi della rosa sembrano essere devoti, orgogliosi davvero di indossare questa maglia e consapevoli di far parte di un club storico e blasonato, manifestandolo soprattutto tramite i Social Network. È chiaro che questo non potrà mai bastare, ma una base da cui dover ripartire è d’obbligo, e forse questo atteggiamento può essere il vero punto chiave di ri-partenza.

