Roberto Donadoni ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport in vista di Milan-Napoli, big match della decima giornata di Serie A in programma questa sera a San Siro (ore 20.45). Ecco le parole dell’ex giocatore rossonero e tecnico azzurro.
“Per vari motivi il Milan non ha trovato la sua dimensione. Pensavo che il successo nel derby li avrebbe rilanciati e invece… Mi permetta però di aggiungere una cosa. La mano di Conte nel Napoli è evidente perché ha trasmesso convinzione e compattezza al gruppo, ma anche Fonseca ha fatto scelte coraggiose. Contro l’Udinese per esempio aveva tanti assenti, ma ha messo in panchina Leao e per mezzora il Milan ha dominato. Prima di difendersi con il cuore. Il gruppo è con lui“.
Donadoni prosegue: “Il Milan in corsa per lo scudetto fino alla fine? Me lo auguro vivamente per il bene del campionato. Ai rossoneri non manca molto per fare il definitivo salto di qualità, ma quando prendi un allenatore nuovo, un po’ di pazienza per assimilare il suo calcio è necessario“.
Sui singoli: “Morata non ha segnato molto, ma dà una grande mano alla squadra partecipando alla manovra e creando spazi. A uno così non rinuncerei mai. Per Leao il discorso è diverso: sta palesando dei problemi che aveva già mostrato in passato. Finché non avrà continuità di rendimento, è inutile discutere sulle sue potenzialità e quando riuscirà a esprimerle. Leao non più inamovibile? Non è che Fonseca rinuncia a lui. È Leao che rinuncia… a se stesso“.
Sui suoi ricordi in rossonero: “Mi emoziono quando rivedo i compagni di tanti successi. Il Milan era un club eccezionale: Berlusconi e Galliani facevano la differenza, mentre in campo c’era campioni eccezionali e uomini veri“.


