Una lunga, lunghissima, sosta per le Nazionali ferma il Milan e tutti gli altri club di Serie A. L’occasione, dunque, è giusta per fare un primo mini-bilancio delle prestazioni della rosa rossonera fino a questo momento, dopo sei partite giocate tra campionato e Europa League. Il focus odierno è su Diego Moreira.
Cosa si è visto di buono
L’impatto di Moreira sul Milan è stato fin qui decisamente positivo. Amorim non lo ha subito buttato nella mischia, c’è voluta qualche partita prima che entrasse nelle rotazioni. Moreira, però, ha lasciato subito il segno. Prima contro la Lazio, con una doppietta che ha acceso la sua avventura in rossonero, poi contro il Lecce, quando ha trovato la rete del 3-0 mettendo nuovamente in mostra il suo talenti nella progressione. Tre gol in due partite da subentrato e un impatto che difficilmente poteva essere più convincente.
D’altronde, il Milan ha investito 50 milioni per portarlo in rossonero e le prime uscite hanno già mostrato perché. Moreira è un giocatore con una spiccata propensione offensiva, capace di attaccare gli spazi e, soprattutto, di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Una qualità importante per un giocatore che sa leggere bene l’azione e che davanti alla porta ha mostrato anche una buona freddezza.
I gol segnati finora hanno evidenziato anche un’altra caratteristica interessante: il tiro. Moreira sembra avere nelle corde una conclusione capace di diventare un’arma importante durante la stagione, soprattutto contro quelle squadre che scelgono di abbassarsi e concedono pochi spazi per arrivare alla porta attraverso il gioco.
Cosa si è visto di meno buono
Se la fase offensiva è stata fin qui il principale biglietto da visita di Moreira, qualche interrogativo rimane invece sul piano difensivo. È un aspetto che il belga ha storicamente curato meno rispetto alle sue qualità con la palla e che, in un sistema come quello di Amorim, potrebbe diventare particolarmente importante.
Il tema riguarda soprattutto la possibilità di utilizzarlo largo nel 3-4-2-1. In quella posizione, infatti, non basta avere qualità nell’ultimo terzo di campo: serve anche garantire lavoro senza palla, accompagnare la fase difensiva e soprattutto mantenere gli equilibri della squadra. Contro avversari più attrezzati e capaci di attaccare con maggiore continuità, Moreira dovrà dimostrare di poter essere affidabile anche sotto questo punto di vista. Non si tratta necessariamente di un limite definitivo, ma di un aspetto sul quale il belga dovrà imparare e crescere.
Cosa aspettarsi dopo la sosta
Dopo la sosta ci si può aspettare un Moreira sempre più coinvolto e, soprattutto, con la voglia di ritagliarsi un ruolo da protagonista. Le prime prestazioni hanno inevitabilmente aumentato le aspettative nei suoi confronti e il belga sembra avere tutte le caratteristiche per diventare una pedina importante nelle rotazioni di Amorim. Il suo utilizzo potrà essere duplice: largo nel 3-4-2-1 oppure più vicino alla porta, da trequartista. La sfida, a questo punto, sarà soprattutto di Amorim: trovare il modo migliore per far coesistere Moreira con il resto della squadra senza perdere equilibrio.
E poi c’è Ramos. Moreira, insieme a Pulisic, può essere uno dei giocatori più interessanti per valorizzare il centravanti portoghese: avere alle spalle o ai suoi lati due giocatori capaci di creare occasioni, fornire assist e cercare con continuità l’ultimo passaggio può rappresentare in futuro un’arma importante per il Milan.



[…] del Milan protagonisti quest’oggi in giro per il mondo saranno sei: si tratta di Diego Moreira, Koni de Winter, Mike Maignan, Adrien Rabiot e Samuel Chukwueze. Di seguito il […]
[…] de La Gazzetta dello Sport, è una delle particolarità del nuovo Diavolo di Ruben Amorim, dove Diego Moreira si sta ritagliando uno spazio sempre più importante a suon di gol, accelerazioni e giocate. […]
[…] del Milan protagonisti quest’oggi in giro per il mondo saranno quattro: si tratta di Diego Moreira, Koni de Winter, Mike Maignan e Adrien Rabiot, che si affrontano tra di loro in Belgio-Francia. Di […]