Marcos Cafu ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato del momento negativo del Milan, lanciando però un messaggio di fiducia verso il finale di stagione: «Rivederemo il vero Milan nelle due gare decisive».
Cafu sul momento negativo del Milan: «Il problema è che arriva nel rush finale, si nota di più»
«Quale squadra nell’arco di una stagione non attraversa un momento di difficoltà? Il problema del Milan è che sia arrivato proprio nel rush finale del campionato e quindi lo si nota di più. Credo sia un calo fisiologico. La sfortuna è che nell’ultimo periodo gli errori dei singoli non si sono concentrati in una sola partita, ma sono stati spalmati su più gare. Il concetto è semplice: meglio perdere una volta per undici errori dei calciatori, che undici incontri per l’errore di un solo giocatore».
Sul ritiro: «Non nego che a volte viene percepito dai calciatori come una punizione, ma quando è prolungato e condiviso aiuta davvero a compattare il gruppo. Contestazione? Partiamo dal principio che contestare è un diritto sacrosanto dei tifosi, almeno finché la protesta resta nei confini della civiltà, cosa che per esempio non era capitata ai miei tempi alla Roma dopo un’eliminazione in Coppa Italia per opera dell’Atalanta (settembre 2000, ndr). Tifoserie come quella giallorossa o dello stesso Milan sono molto calde, ma bisogna anche ricordarsi che nessun tifoso vuole il male della propria squadra, per cui i fischi o i cori vanno intesi solo come un modo per spronare l’ambiente».
Su Allegri e i singoli…
Su Allegri: «Io non penso che il tecnico possa essere giudicato solo da come andranno le prossime due partite. La stagione va analizzata nel suo complesso e se torniamo solo a tre o quattro settimane fa, nessuno avrebbe mai messo in discussione Max. Da come la vedo io, poi, il livello delle pretendenti a un posto in Champions si è alzato, perciò non è un traguardo così scontato…».
Su Nkunku: «Per come l’ho visto io, è in grande forma e ha tutte le qualità per prendersi la squadra sulle spalle».
Su Modric: «Un atleta che è disposto a tutto per aiutare la squadra è un esempio anche per gli altri. Se poi è un campione, allora è proprio un leader assoluto. Sa cosa penso? Se mi dà la disponibilità, io Modric lo farei giocare anche bendato».
Su Maignan silenzioso davanti alle telecamere: «Non scordiamoci che il capitano parla pubblicamente solo se autorizzato dalla società… Diverso è il discorso interno. Io sono sicuro, per esempio, che Maignan sia il tipo che nel chiuso dello spogliatoio sa farsi sentire bene».


