Sergio, il terzo modulo è quello giusto? Ora le prove del 9 contro due maestri della difesa a tre

Sergio Conceiçao ha sorpreso tutti e, contro l’Udinese, ha trovato la chiave per proporre finalmente un Milan attento, cinico e concreto. Lo ha fatto proponendo il terzo modulo diverso da quando è approdato allo scranno rossonero di San Siro: dopo il 4-3-3 e il 4-2-3-1, ecco il 3-4-3 (o 3-4-2-1) con cui ha rifilato quattro reti all’Udinese, soprattutto mettendo in campo una squadra accorta, attenta difensivamente e corta tra le linee. La nuova tattica ha sembrato dare nuove certezze a tutta la squadra, perchè tutti i giocatori erano esattamente nella posizione in cui rendono al meglio: Tomori e Pavlovic sono perfetti braccetti di difesa, Theo Hernandez può sgroppare liberamente sapendo di avere un difensore a copertura e Fofana deve coprire meno campo, se ha tre compagni alle sue spalle.

Poi, davanti, un modo per far male lo si trova sempre, ma quello non è mai stato un problema, con qualsiasi modo di scendesse in campo. Superfluo dire, visto anche il periodo dell’anno in cui ci troviamo, che “una rondine non fa primavera” e che una seppur netta vittoria contro una squadra che ha inanellato quattro sconfitte consecutive non significa automaticamente che sia trovata la medicina a tutti i mali del Milan di questa stagione. Altrettanto vero, però, è che queste ritrovate certezze possono permettere a Conceiçao e ai suoi ragazzi di lavorare con più serenità in vista della fondamentali partite da qui a fine stagione, anche a livello mentale, visto che il difetto numero uno del Diavolo in questa annata è stato sicuramente l’atteggiamento mentale.

E ora la curiosità di tifosi ed addetti ai lavori è tutta nello scoprire se Conceiçao confermerà o meno questa nuova veste. La sensazione è che, almeno per la prossima partita, vedremo ancora questo impianto tattico, ed è proprio nei prossimi centottanta minuti che ci saranno due “prove del nove” tanto difficili quanto interessanti. Il Milan, infatti, affronterà due “maestri” della difesa a tre: Gianpiero Gasperini con la sua Atalanta e Simone Inzaghi nel derby di ritorno in Coppa Italia. Due esami importantissimi per chi, come Conceiçao, ha approcciato per la prima volta a questo modulo, che sembra più simile a quello della Dea rispetto a quello della Beneamata. Centottanta minuti che diranno moltissimo, se non tutto, sulla stagione del Milan: li affronteremo con la difesa a tre?

Milan: Emerson Royal, Strahinja Pavlovic, Fikayo Tomori, Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Emerson Royal, Strahinja Pavlovic, Fikayo Tomori, Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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