Mandzukic: la scommessa (quasi) fallita di un mercato invernale da scudetto, ma di cui ora s’intravedono i limiti

Le scommesse si possono vincere o si possono perdere, dipende molto anche da quanto assista la fortuna. Nel caso di Mario Mandzukic, la dea bendata ha deciso di voltarsi dall’altro lato e lasciarlo in balia di problemi fisici di ogni tipo, da quelli muscolari alla bronchite che lo ha costretto a saltare la gara contro il Benevento.

L’altra faccia della medaglia è quella che raffigura la società Milan, che ha deciso di puntare su di lui convinta che potesse diventare, non da subito, ma nel giro di qualche settimana, il sostituto carismatico perfetto di Zlatan Ibrahimovic. Il rischio era calcolato per i rossoneri, i quali al contempo non si aspettavano un’avventura di questo tipo. Un mercato che aveva fatto sognare i tifosi, almeno in parte, oggi viene per forza di cose rivalutato nella sua interezza.

Mario Mandzukic
Milan: Mario Mandzukic – MilanPress, robe dell’altro diavolo

Mandzukic: qualità-prezzo sì, ma la presenza?

Tecnicamente poteva essere un’operazione ottima, sulla carta lo era. Un attaccante con tanta esperienza alle spalle, a parametro zero. Quella di Mandzukic era l’identikit giusta in quel momento della stagione per il ruolo che gli sarebbe stato richiesto. Lo dimostra anche la grande accoglienza riservata al suo arrivo, dai media, dai tifosi, dal club. A posteriori è sempre più facile parlare, ma un’analisi va fatta.

24 partite a disposizione, convocato in 12, in campo per uno spezzone in 8, titolare in 2. Nessuna rete e nessun assist: questi i numeri del croato fino a questo momento in rossonero. Il problema creatosi è dovuto all’assenza contemporanea di quelli che avrebbero dovuto essere i due centravanti della squadra. Uno di 39 anni, l’altro di 34, la domanda allora non può che sorgere spontanea: c’è stato un errore di programmazione?

Sotto un certo punto di vista, probabilmente, il club si aspettava una crescita più rapida nel ruolo di centravanti di Rafael Leao. Il portoghese, però, è un altro tipo di attaccante che, in partite come quella contro il Cagliari, o quella contro l’Udinese dove giocò titolare, non è adatto a fungere da unico terminale offensivo. Rebic ha dei limiti in quel ruolo, proprio come Leao. Le figure che vengono accostate al Milan, ovvero quelle di Vlahovic e Scamacca, rappresentano al meglio il prototipo di giocatore che servirebbe ora ai rossoneri, ma che servirà anche nel futuro.

“The Last Dance” di Mario Mandzukic in rossonero

Ora c’è un’ultima opportunità per il croato: all’orizzonte arriva l’Atalanta, una squadra con la quale ha un ottimo feeling. Il suo primo ed il suo ultimo gol in Serie A sono arrivati proprio contro la Dea e proprio contro i bergamaschi debuttò, un girone fa, con la maglia del Milan. Conoscendo la personalità ed il carisma di Mario Mandzukic, difficilmente vorrà andarsene da Milano senza aver lasciato il segno.

Quale occasione migliore della partita decisiva per il ritorno in Champions dei rossoneri? Non partirà quasi sicuramente da titolare, ma a gara in corso il suo ingresso potrebbe essere fondamentale. Palle inattive, cross dalle fasce: i palloni devono essere suoi. La voglia di riscattarsi è tanta, è repressa per quello che ancora non è riuscito a fare. A Bergamo l’ultima possibilità di far vedere che Mario Mandzukic può svolgere ancora un ruolo cruciale ad alti livelli: una dimostrazione per lui e per il Milan, poi chissà

Milan: Mario Mandzukic (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Mario Mandzukic (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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