Paolo Maldini è tornato al Milan nell’estate 2018 con il ruolo di Direttore dello Sviluppo Strategico dell’Area Sportiva. Inizialmente fu affiancato a Leonardo, che lasciò dopo un anno il posto di partner a Zvonimir Boban. Con il croato arrivò nel periodo estivo 2019 anche Frederic Massara, rimasto ora partner di Maldini nel ruolo di Direttore Sportivo.
Nel frattempo il numero 3 e storico capitano rossonero è divenuto Direttore dell’Area Tecnica e la Gazzetta dello Sport odierna celebra il lavoro fatto. La peculiarità di Maldini è il suo rapporto con le critiche: se ne frega. È lui stesso a mettersi sotto esame e pretende tantissimo da sé stesso. Prima di entrare in società era spesso bersagliato da frecciate riguardo alla sua preparazione come dirigente, tuttavia lui non faceva altro che aspettare il momento giusto per tornare in gioco. Quel momento è arrivato con l’avvento di Elliott, che lo ha convinto a sposare il progetto.
Maldini ha portato esperienza, competenza ed anche un pizzico di appeal al club, in un periodo non molto positivo. Quell’appeal che ha convinto Theo Hernandez ad Ibiza nell’estate 2019, la prima grande “giocata” nel ruolo di Direttore dell’Area Tecnica. Quello che poi ha convinto anche Sandro Tonali nel corso di quest’ultima sessione di mercato.
Tutto a difesa di quell’ideale di riportare grande il suo Milan. Sono una conseguenza le scelte e le vedute su Ibrahimovic e Pioli, tanto voluti da lui. Lui non vuole rivincite, vuole solo il bene del Milan, che tanto ha amato e continua ad amare.



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