Quattro salvataggi nelle prime due partite per blindare la qualificazione agli ottavi della sua Francia. La fase a gironi disputata da Mike Maignan è stata ottima e per questo oggi il quotidiano L’Equipe celebra i quattro interventi migliori del portiere del Milan, con il commento di Nicolas Dehon, preparatori degli estremi difensori del Lille.
I primi due sono arrivati durante Austria-Francia (0-1), entrambi contro Baumgartner, uno al 36′ e uno al 78′.
Sul primo tiro deviato in uscita: “Si muove in avanti e chiude lo spazio quando la palla cade sul fondo. Usa il corpo in opposizione al ritmo dell’azione, con determinazione.
Nel movimento finale, posiziona il baricentro molto in basso, allargando le gambe e le braccia per occupare lo spazio, una croce alla tedesca, molto basso e rasoterra, che impedisce al tiratore di mirare tra le gambe. L’attaccante è rimasto sorpreso nel vederlo arrivare così velocemente e non ha avuto il tempo di prendere una decisione. Ai portieri moderni si chiede di gestire lo spazio davanti a loro e Mike fa proprio questo“.
Sull’uscita del secondo tempo: “Ha una posizione di partenza che determinerà ciò che accadrà in seguito. Ancora una volta, vuole gestire lo spazio e non è sulla sua linea. Si trova a due metri dalla sua linea, di fronte alla porta avversaria, quindi è pronto ad avanzare. Ma deve correre in diagonale e gira rapidamente le spalle per andare a lato. La frequenza con cui usa i piedi gli permette di essere esplosivo. L’aspetto interessante dal punto di vista tecnico è che arriva al pallone prima con le mani. Questa volta è il suo corpo ad andare verso la palla, nei piedi dell’attaccante, il che richiede molto coraggio. Si vede soprattutto che il suo obiettivo è mettere le mani sul pallone per non essere penalizzato. E torno a parlare dell’importanza della sua posizione di partenza: se fosse un po’ più basso, non credo che possa prenderla“.
Gli altri due sono arrivati in Olanda-Francia, rispettivamente al 1′ e al 16′ contro Frimpong e Gakpo. Ecco il commento.
Sulla parata sul tiro dell’esterno destro: “Non è una situazione di partenza ovvia per lui, perché gioca con i compagni, accompagnandoli in movimento per ridurre lo spazio con l’ultimo difensore, come un libero vecchio stile. Quando perde la palla, deve indietreggiare e riposizionarsi nell’angolo sinistro per essere ben piazzato. In questa azione, quando l’attaccante effettua il tiro, si vede Mike ben piantato sui piedi, con le spalle in avanti, perché si intuisce che sarà aggressivo, vorrà tagliare la traiettoria in avanti.
La palla esce improvvisamente e c’è un rimbalzo che lo mette in difficoltà. Quindi tira la gamba destra per spingere con la sinistra. Osservate l’angolazione della mano: è rivolta verso l’esterno. Se fosse stata verticale, avrebbe potuto spingere il pallone al centro, sui piedi dell’attaccante avversario. Invece fa di tutto per allontanare la palla. Per me è stata una parata ancora più difficile perché è arrivata al primo minuto. Soprattutto, lancia un messaggio ai suoi compagni di squadra“.
Sulla parata sul tiro dell’attaccante del Liverpool: “Mike riadatta il suo posizionamento perché a un certo punto è coperto e non riesce a vedere la palla. È ossessionato dal non distogliere lo sguardo dalla palla. Soprattutto, alla sua destra ci sono quattro compagni di squadra. Così anticipa un tiro a giro alla sua sinistra, nello spazio aperto, con un passo indietro che gli permette di guadagnare spazio. Ha il tempo di organizzarsi e di deviare il pallone verso l’esterno, sempre con entrambe le mani. Se la rinvia al centro, ci sono due giocatori olandesi a raccoglierla. Il posizionamento, la reazione e la lettura del gioco di Mike sono evidenti in questa azione. Ha visto che i quattro difensori francesi alla sua destra formavano una sorta di muro che dissuadeva il tiratore dal scegliere quel lato. Ha preso l’opzione di dire a se stesso che Gakpo avrebbe scelto il suo sinistro ed era quello giusto. Dopodiché, la sua apertura alare ha fatto il suo dovere“.


