Il solo punto guadagnato tra le mura del Cagliari non regalerà sicuramente una bella sosta, né a Fonseca né a tutto l’ambiente Milan che dopo Madrid si aspettava continuità. Invece il film andato in scena l’altra sera è già stato visto e rivisto: brillantezza nella metà campo sarda ma molta fragilità nella propria. E non solo per i tre gol al passivo.
Eppure a Madrid, contro un avversario ben più tosto del Cagliari, tutti questi difetti erano passati in secondo piano. Un po’ perché Maignan ci ha messo del suo e un po’ perché la strategia adottata da Fonseca è stata chiara: aggiungere un uomo sulla destra in modo da “sganciare” con più serenità Rafa Leao dall’altra parte. In questo modo il portoghese, che non ha nel ripiego difensivo la sua arma migliore, ha potuto spingere a mente libera potendo contare sui centrocampisti e sull’equilibratore, ovvero Yunus Musah.
Sorge dunque una domanda. Perché non è stata riproposta la stessa strategia a Cagliari, puntando su uno schieramento più equilibrato e liberare Leao dalla fase difensiva? Gli spazi, come testimonia la seconda rete del numero 10, c’erano. E, più in generale, potrebbe trattarsi di un’idea per le prossime gare. Contro la Juventus, ad esempio, puntare su qualche ripartenza in più sarebbe saggio, vista la recente fragilità della linea difensiva. Mettere Rafa nelle condizioni di essere uno contro uno, sarebbe importante. Così come raddoppiare su gente come Yildiz o Conceicao.
Questo ruolo si addice molto alle caratteristiche di Musah, ma potrebbe fare al caso di Terracciano o del miglior Calabria. Meno, per attitudine, a Chukwueze, che invece predilige il dribbling e la corsa nello spazio. Una formula da provare, da studiare. Ma che ha già regalato soddisfazioni. E chissà che non possa regalarne ancora dopo la sosta.


