Rafael Leao è uno dei punti fermi del Milan di Stefano Pioli che infatti, quando lo ha avuto a disposizione, lo ha praticamente sempre fatto partire dal 1′: 27 titolarità su 31 gare nelle quali figurava nella lista dei convocati in Serie A. La crescita del portoghese è testimoniata anche dalla bella analisi della Gazzetta dello Sport odierna sui suoi numeri in queste tre stagioni rossonere.
Con le 4 uscite rimanenti, il numero 17 ha già raggiunto il numero di apparizioni in campionato della scorsa stagione ed è a -1 da quelle dell’annata 2019/20. I gol sono in crescita (9, contro i 6 delle altre due annate), così come i minuti (2.264 contro 1.934 e 1.394). I tiri tentati (64) sono molti di più rispetto ai 34 e 36 dei due anni precedenti, così come i dribbling riusciti (91 contro 40 e 39).
Crescono a dismisura anche altri dati: falli subiti (41 rispetto a 21 e 15), cross (57 contro 32 e 37) e palloni recuperati (86, erano 62 e 42 nelle stagioni passate). L’unico numero in decrescita è quello degli assist: 4 contro i 6 della scorsa annata (1 nella sua prima in Italia).
Ora il tecnico rossonero gli chiede l’ultimo sforzo: Fiorentina, Hellas Verona, Atalanta e Sassuolo sono gli ultimi 4 traguardi volanti prima di quello ufficiale. 10 punti significano scudetto e lui vuole essere l’uomo copertina per dimostrare di essere diventato a tutti gli effetti un giocatore determinante anche ad alti, altissimi livelli.


