Le parole di Rafael Leao dopo Scozia-Portogallo hanno fatto discutere perché pare abbiano tracciato una linea distintiva tra il giocatore che si vede con la maglia della nazionale e quello che si vede con quella del Milan. Tutta una questione di fiducia secondo l’attaccante, ma è davvero così?
La Gazzetta dello Sport odierna dedica il suo spazio di approfondimento rossonero proprio al numero 10, evidenziando la differenza nelle prestazioni tra club e nazionale: sottotono e modesto con il Milan, convincente ed incisivo con il Portogallo. La Rosea si chiede se la differenza sia in panchina e in effetti il rapporto con Paulo Fonseca non è stato sempre rose e fiori. Lo dimostra l’esclusione all’Olimpico e il famoso episodio del cooling break, un caso poi rientrato. Da quel momento il tecnico e il suo giocatore sembravano aver ritrovare un buon feeling dentro e fuori dal campo, come lo dimostra la conferenza stampa pre Bayer Leverkusen-Milan.
Dal canto suo il club non ha chiesto particolari spiegazioni a Leao per le sue parole e non è rimasto stupito, così come Fonseca che non si è sentito attaccato. Il motivo? È stata ribadita la fiducia che è riposta nel giocatore, tanto grande quanto quella riposta dai portoghesi. Ora tocca a lui, a Leao quello vero, raggiungere il massimo livello di sé stesso anche in campo con la maglia rossonera. Lo cercherà di fare da oggi in quel di Milanello, dopo il giorno libero concesso per recuperare: l’obiettivo è l’Udinese.


