Capello punge Leao e il Milan: la verità sta nel mezzo

Anche dopo una finale di Champions League, in cui non lo si è visto protagonista, si parla di Rafael Leao. È successo nel post-partita di Sky Sport, dove Fabio Capello e Paolo Di Canio hanno utilizzato Vinicius Junior, fresco vincitore della competizione con il Real Madrid, come termine di paragone per il portoghese.

Più che l’opinione dell’ex West Ham, è quella dello storico tecnico rossonero ad interessare sia al giocatore che al Milan. “Vinicius Junior a inizio carriera sembrava un giocatore ribelle, anarchico e adesso invece parla di gruppo, di quanto sia importante aiutarsi. Ci sono giocatori che meriterebbero di passare momenti diversi e non stare le ore a registrare il disco rap. Il disco vero, il lavoro lo si fa a Milanello, a Madrid, il lavoro di tutti i giorni per migliorarsi e non accontentarsi. Per fare questo c’è bisogno di una guida, di una società che ti possa aiutare a raggiungere gli obiettivi, è una delle cose più importanti per aiutare l’allenatore e Carlo Ancelotti ha tutto, lo ha fatto in ogni squadra. Leao, adesso lo dico, avrebbe bisogno di qualcosa di diverso perché ha un potenziale enorme e fisicamente ha forse qualcosa in più anche di Vinicius, però deve tirarlo fuori lui“.

Abbiamo evidenziato le parti più importanti a nostro avviso nell’analisi del discorso fatto, da un lato condivisibile e da un altro meno: la verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Quanto detto non rende giustizia a quelle che sono, senza dubbio, le qualità di Leao che non solo ha potenziale, come sottolinea Capello, ma ha anche uno status chiaro da oltre 10 gol e 10 assist a stagione. Insomma: non è l’ultimo arrivato. E certamente non è una passione extra-campo come quella per la musica, il rap nello specifico, a compromettere il suo impegno, la sua dedizione e il lavoro a Milanello.

Al contempo è lecito aspettarsi di più, quello sì, da una società che non dovrebbe occorrere in scivoloni comunicativi o presunti tali, smentiti, circa suoi tesserati. Di certo è lecito aspettarsi qualcosa anche dal nuovo allenatore per far evolvere il gioco di Leao e far emergere sfaccettature caratteriali che finora non si sono ancora viste. È giusto aspettarsi di più tanto dal giocatore quanto dal club. Cosicché si parli del numero 10 del Milan dopo una finale di Champions League che lo abbia visto protagonista e non spettatore.

Milan: Rafael Leao, Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Rafael Leao, Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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