Milan, riparti con Kyle Walker? Prima si pensi a erigere un progetto serio, poi…

La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri, come una secchiata di acqua gelida alle spalle dei tifosi rossoneri: “Kyle Walker si è procurato una frattura del gomito destro e per ottenere una guarigione migliore ed ottimizzare i tempi di recupero, oggi il giocatore è stato sottoposto ad intervento di osteosintesi dell’olecrano“.

Stagione finita? Difficile a dirsi, ancora non si hanno dei tempi di recupero specifici ed è impossibile stabilire una data di rientro. È complicato pensare, comunque, ad un suo rientro in campo prima di almeno 3-4 settimane, essendo ottimisti. Ciò significa che la sua presenza nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, contro l’Inter, è compromessa.

Walker, dal suo arrivo a Milano, ha restituito senz’altro dignità a quella fascia destra da troppo tempo gestita male. Calabria non è mai tornato ai livelli raggiunti con la vittoria dello scudetto nel 2022, mentre Emerson Royal non è mai stato un grande giocatore (si sapeva), seppur qualche partita dignitosa l’abbia portata a casa.

Non che ogni prestazione del terzino inglese sia stata degna di nota, ma quantomeno ha ridato un pò di certezze ed esperienza ad una zona di campo che soffriva parecchio in ogni gara. Il suo carisma e la sua esperienza erano necessari a questo spogliatoio, che però non riesce più a cambiare rotta dopo una stagione intera trascorsa in cattive acque.

Sarà certamente vitale per la prossima stagione però, a prescindere da chi siederà sulla panchina rossonera e da chi sarà il nuovo DS, riconfermare l’ex Manchester City. Un anno fa si era deciso di ripartire senza veri e propri senatori nello spogliatoio: con l’addio di Giroud e Kjaer i punti di riferimento sono diventati i vari Maignan, Theo, Tomori o Leao, che però a giudicare dai risultati, non hanno saputo reggere l’eredità.

La squadra è già forte così, i giocatori presi singolarmente formano una delle migliori compagini del campionato di Serie A, ma quest’anno troppe cose sono venute a mancare. A partire dalla prossima stagione si dovrà impostare una gestione seria in ogni ambito, a partire dallo spogliatoio, passando dalla panchina fino ad arrivare ai vertici dirigenziali. Niente deve e può essere lasciato al caso, perché un’altra annata anche solo simile a quella attuale sarebbe tragica e porterebbe ad ampliare la disaffezione in corso dei propri tifosi, cuore pulsante della società.

Il punto è quindi ripartire da Kyle Walker? Certo che no, non solo da lui: con lui. È un vincente. Tutto intorno bisogna che venga costruito il contesto giusto, i calciatori devono fare quello switch mentale richiesto per poter essere considerati dei vincenti (oltre l’alzare dei trofei) e in panchina si deve ripartire con un progetto serio. Sembra facile a dirsi, sulla carta sembra tutto così scontato, ma il calcio non si gioca sulla carta. Per questo motivo si dovrà remare tutti quanti dalla stessa parte, cosa che la dirigenza quest’anno ha ampiamente sottovalutato.

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