Simon Kjaer, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato anche del suo passato e dei suoi sogni. Ecco la seconda parte dell’intervista concessa alla Rosea dal difensore centrale rossonero.
Sulla parentesi all’Atalanta: “A Bergamo ho giocato 6 partite, non abbiamo mai perso. Gasperini non mi ha mai detto “sei troppo in là con gli anni” o “giochi male”, lasciarmi fuori è stata una decisione tattica. Ma non ho nulla contro di lui: non ha funzionato. Ho accettato le sue scelte, e quando non giocavo ne approfittavo per allenarmi. Volevo farmi trovare al top per la chiamata successiva, è arrivato il Milan. È andata bene, no?“.
Su Eriksen: “Siamo molto amici, ci sentiamo ogni settimana e appena possiamo ci vediamo. Mi ricorda la mia situazione a Bergamo: a volte le idee e i metodi di un tecnico vanno benissimo per te a volte meno. So che non mollerà“.
Sulla sua iscrizione al social Instagram: “In campo ho esperienza, con Instagram meno… Ho deciso di aprire un profilo per i tifosi, se posso dare loro qualcosa anche fuori dalle partite sono felice. Ma lo ammetto, faccio ancora fatica“.
Su com’è cambiata la Serie A: “Si gioca un calcio più dinamico, diretto, offensivo e la differenza tra le big e le cosiddette piccole si è ridotta molto: oggi non puoi permetterti di giocare all’80% e portare a casa la partita. Mi piacciono il Sassuolo sempre propositivo, l’Atalanta intensa e aggressiva e il Verona: gioca uomo a uomo, corre, ti fa sudare, lo avete visto…“.
Sull’attaccante più ostico: “Dipende dalla partita. L’Inter ad esempio ha due grandi punte ma per caratteristiche Lautaro mi ha messo più in difficoltà di Lukaku, più mobile, più imprevedibile. E poi c’è sempre Ronaldo: in area è quasi immarcabile“.
Sulla mancanza del suo gol: “Abbiamo molti modi di attaccare e di far gol. Io posso aspettare, per me conta più arrivare al 90′ senza gol subiti“.
Se ha mai pensato di non essere riscattato dal Milan: “Ho sempre pensato di aver fatto tutto il possibile, ma sapevo che a decidere sarebbe stata la società. Quando ho firmato ho vissuto un sogno, continuo a viverlo ora che siamo primi“.
Sul prossimo sogno da realizzare: “Tra sogni e obiettivi il confine è strettissimo: iniziamo tornando in Champions da milanista. Poi mi piacerebbe chiudere qui la carriera. Sono ancora giovane, no?“.


