Paulo Fonseca è intervenuto in conferenza stampa da Milanello alla vigilia di Milan-Juventus, match valido per la tredicesima giornata di Serie A, la prima dopo la sosta di novembre. Ecco tutte le dichiarazioni del tecnico portoghese.
Su Vlahovic: “Cosa cambia senza Vlahovic? La Juve è una squadra che si adatta molto ai giocatore che ha. Non so se giocherà con Weah, che conosco bene e ha lavorato con me non come attaccante, e con intenzioni diverse. Lui è uno molto veloce e da profondità: sarà diverso rispetto a Vlahovic, non posso dire il contrario. Dobbiamo stare attenti al movimento in profondità di Tim e non tanto ai suoi appoggi. Mi aspetto la Juve della fase finale contro l’Inter senza Vlahovic? A me piace molto la Juve, è una squadra a cui piace molto giocare, è totalmente diversa rispetto all’anno scorso. È forte offensivamente. Parliamo di Vlahovic, ma penso che i giocatori più influenti siano gli esterni: sono i principali pericoli“.
Su Sinner: “Le caratteristiche di Sinner che vorrei nella mia squadra? Per prima cosa devo dire che è stato un piacere sostenere un milanista come Sinner. Ha tante cose buone che vorrei vedere nella mia squadra, ma è uno sport individuale. La sua concentrazione è impressionante: non sbaglia quasi mai, è sempre molto focalizzato. Mi piacerebbe vedere questo nella squadra, ovviamente. È il numero uno“.
Sull’importanza di Milan-Juventus: “Non è una gara decisiva, ma è importante come tutte le partite adesso. Non posso dire che questa contro la Juve sia più importante rispetto a quella contro l’Empoli. Abbiamo bisogno di vincere partite consecutive. È diversa ovviamente. Siccome io sono positivo, pensiamo a vincere. Noi siamo il Milan, abbiamo tanto rispetto per la Juve, ma non abbiamo paura. Noi vogliamo vincere domani. Ultima chance per lo scudetto? È una partita importante. Oggi si vede in Serie A che tutte perdono punti. Non è la stessa cosa che si vede in Spagna o Francia. Qui è più difficile non perdere punti. Penso che la differenza tra la miglior squadra e quella più piccola non sia così grande come in Spagna e Francia. Sono sicuro che tutte le squadre perderanno tanti punti da qui alla fine della stagione“.
Sulla bravura della squadra nei big match: “Perché la squadra sotto pressione funziona e senza funziona meno? Io non sento più pressione su queste partite. Non penso sia una questione di pressione, ma di motivazione. È facile capire che contro l’Inter, la Juve o il Real è facile essere motivati. È più difficile dopo andare a Cagliari e avere la stessa motivazione. È questo quello che stiamo cercando di fare. La pressione l’abbiamo tutti i giorni: se non la vogliamo, non possiamo stare qui“.
Su Leao e Morata: “È importante avere Leao e Morata in un buon momento, sono giocatori decisivi che possono fare la differenza in questo tipo di partite. Abbiamo bisogno del miglior Rafa e del miglior Morata per vincere. Sono molto motivati come gli altri. Mi aspetto che domani possano far vedere questo domani“.
Sull’approccio alla partita: “Noi vogliamo essere sempre offensivi. Stiamo bene offensivamente: fare 3 gol a Madrid e a Cagliari è un buon segnale della squadra. Mai mi aspetto che possiamo essere dipendenti da un giocatore, per me l’importante è la squadra. Dopo penso che i giocatori siano migliori se la squadra sta bene. Tutti saranno importanti. Morata? Noi vogliamo essere una squadra offensiva, ma anche noi sappiamo che la Juve è forte difensivamente e ha preso meno gol. Sarà una partita difficile offensivamente, non ho dubbi. Idea tattica simile a Madrid? Penso che sarà una partita diversa. Onestamente penso che in questo momento la Juventus sia più forte difensivamente del Real Madrid“.
Sul problema difensivo: “Il nostro problema rimane difensivo. Ho avuto la fortuna in queste due settimane di avere quasi tutti i difensori qui tranne Pavlovic e Theo. Abbiamo lavorato tanto, tanto. Mi aspetto che la squadra possa migliorare difensivamente. Stiamo lavorando per migliorare. In queste due settimane abbiamo fatto quasi solo lavoro sulla linea difensiva“.
Su Theo Hernandez: “È un grandissimo calciatore, per me il miglior terzino sinistro del mondo e non ho dubbi a dire questo. È stata una questione di adattamento. Abbiamo parlato in questi giorni, lui sta imparando cose importanti. Mi è sembrato più concentrato e motivato che mai in questa settimana. È un segnale importante per vedere Theo al massimo livello. Stanchezza mentale? Ho parlato con lui e onestamente non credo sia quello. È una questione di adattamento. Non voglio commentare le parole di Deschamps“.
Sugli indisponibili: “Jovic non sta bene, non può essere convocato. Camarda sarà ovviamente con noi, si è allenato con noi“.
Sull’equilibrio: “Ricerca di maggiore equilibrio come dice Ibra? Sono d’accordo con lui. Dobbiamo trovare questo equilibrio. Se non avessimo mai giocato o difeso bene, magari non sarei qui a dirlo, ma lo abbiamo fatto contro le migliori squadre. Se lo abbiamo fatto, vuol dire che la squadra ha questa capacità. Io penso che sia una questione di concentrazione e di atteggiamento nel modo in cui guardiamo le partite contro le squadre più piccole. Stiamo lavorando e parlando, mostrando ai giocatori che possiamo trovare questo equilibrio. Quando parliamo dei problemi difensivi, non si tratta solo dei difensori. Se non pressiamo bene avanti, i giocatori hanno più tempo con la palla scoperta. È un problema di squadra, mentale e di concentrazione“.
Su Gabbia: “Sta bene, si è allenato in questi giorni. È pronto per giocare“.
Fonseca prosegue: “Milan ultimo per duelli vinti e palle recuperate in Serie A? Può essere sia anche per caratteristiche. Non siamo una squadra molto aggressiva nei duelli e nei recuperi, ma questi sono in tutto il campo. Siamo la squadra che ha più azioni di pressione offensiva. Non siamo una squadra molto aggressiva difensivamente, si tratta anche di caratteristiche dei giocatori. Stiamo lavorando per portare questa aggressività sui duelli, sugli anticipi. Tante cose che sono importanti. Abbiamo lavorato in tante situazioni di uno contro uno“.
Sulle possibili novità tattiche: “Non sto inventando niente di nuovo. Dobbiamo fare attenzione alle caratteristiche della Juventus, ma non ci sarà niente di nuovo“.
Su Leao: “Lui dice che dev’essere più egoista? Io capisco ciò che dice, penso intenda che debba essere più decisivo. Sono d’accordo: penso che possa essere ancor più decisivo. Sta lavorando per esserlo, non ho dubbi su questo“.
Sui problemi mentali e di concentrazione: “Non ho problemi a dire che si tratta di un problema di testa. Dopo la partita contro il Real io ho detto che sarebbe stato più difficile a Cagliari: non l’ho fatto perché sono pazzo, l’ho fatto perché volevo trasmettere un messaggio al gruppo. Io so che questa squadra ha questa caratteristica: quando giochiamo contro le piccole, si rilassa un po’. Io non volevo questo, volevo il contrario e far capire alla squadra ciò. Penso che la squadra abbia capito il messaggio? Onestamente penso che non l’abbiamo capito bene. Io sapevo sarebbe stata molto pericoloso. Andiamo a Madrid, giochiamo bene e vinciamo, siamo tutti euforici. Andiamo a Cagliari, prima della sosta e per questo ho voluto portare la difficoltà della partita. Questa squadra ha difficoltà a concentrarsi e motivarsi come abbiamo fatto contro il Real. Generalmente succede molto, sono stato in altre squadre che giocano in Champions. Se vediamo le squadre più forti, fanno buoni risultati in Champions e poi meno in campionato. Voi siete più motivati a fare il vostro lavoro al Bernabeu rispetto al Cagliari. È umanamente comprensibile, ma noi dobbiamo lottare contro questo. I punti di Madrid non sono più validi a Cagliari. È un lavoro importante da fare“.
Su Loftus-Cheek: “Nella posizione di Musah a Madrid? Onestamente non lo so perché non ho provato a farlo giocare lì. Magari può, ma penso che abbia altre caratteristiche per giocare più al centro. Musah è diverso e può giocare in questa posizione, ha giocato lì anche in nazionale. Sembra morbido? Tutti hanno avuto opportunità per diverse volte. Io sono contento di lui. Penso che all’inizio abbia avuto difficoltà perché lui è un giocatore che trasporta la palla, non tanto di scoprire lo spazio, ma penso sia progredito tanto e contro il Napoli ha fatto una bella partita per me. Solo che dopo io ho un altro problema: ho Christian e Reijnders in un buon momento. Lui ciò che deve fare è aspettare, lavorando sempre bene come fa tutti i giorni. Sono sicuro che giocherà tanto. È difficile per lui quando non gioca? È difficile per tutti“.
Sulla necessità di punti: “Questa squadra può fare una serie di vittorie? Ho parlato di questo oggi ai giocatori. Noi abbiamo bisogno di vincere diverse partite consecutive, è fondamentale per noi. Abbiamo questa capacità, siamo il Milan e dobbiamo farlo se vogliamo recuperare i punti persi e lottare per lo scudetto“.
Sul suo ottimismo: “Cosa mi rende ottimista per il futuro del Milan? La forma in cui i giocatori ricevono le nostre idee. Vedere il progresso della squadra, possiamo parlare di diverse cose. Io che sono naturalmente positivo e perché i giocatori mi fanno credere che possiamo essere la squadra che dobbiamo essere. Lavorano sempre bene. Io potevo essere qui o in un altro club e sentire che la squadra non lavorava bene, ma non è quello che sento qui con questi giocatori. Noi abbiamo la difficoltà di non poterci allenare, ma sento che stiamo progredendo piano piano e seguendo il nostro cammino per essere una squadra più forte“.
Sul mercato di gennaio: “Penso che noi abbiamo soluzioni qui. A Bennacer penso che non manchi molto per rientrare. Può ricoprire la posizione di Fofana. Questa settimana stavo parlando con il mio staff del sostituto di Fofana in questo momento: Loftus-Cheek e Musah possono giocare lì da adattati finché non tornerò Bennacer. È vero che Theo è l’unico terzino sinistro e possiamo giocare con il terzino destro lì, ma ho fiducia in Bartesaghi che possa aiutare la squadra. Non abbiamo avuto spazio e momento per averlo con noi in partita, ma è un giocatore che mi piace molto e abbia condizione per giocare nella nostra squadra. Sta facendo fatica con Milan Futuro? È un contesto totalmente diverso. Vedete, per Camarda è molto più difficile giocare lì, uguale per Bartesaghi e Zeroli. Qui hanno più spazio, il gioco non è fisico. Dobbiamo aver spazio per far progredire i giovani giocatori. Il mercato di gennaio in Italia non è facile perché per i giocatori non è facile adattarsi immediatamente. Io penso che Bennacer possa essere un’importante alternativa a Fofana“.


