Superata la delusione post Coppa Italia, Stefano Pioli starà certamente analizzando, nonostante non ci sia stata una sconfitta, quel che non ha funzionato. Il pareggio allo Stadium può essere considerato come un passo avanti importante, soprattutto se si pensa che i bianconeri – strafavoriti – hanno staccato il pass per l’Olimpico solo grazie ad un rigore abbastanza discutibile. Tuttavia, quelli che si stanno leccando le ferite sono proprio i rossoneri che dopo aver disputato due buone gare, senza uscirne sconfitti in entrambe, non hanno centrato il grande obiettivo. L’analisi post match mette in evidenza soprattutto le difficoltà sul piano della personalità. Perché, se da una parte la fase difensiva è stata quasi impeccabile, quella di possesso non è stata di grande qualità. Certo, l’uomo in meno dopo un quarto d’ora ha condizionato il gioco e le strategie di Pioli, ma qualche occasione in più che non sia un colpo di testa di Kjaer su calcio d’angolo sicuramente poteva starci.
Senza Ibra e Castillejo pochi spunti. Con Theo out è un Milan senza benzina
Se analizziamo i punti deboli dell’undici di Pioli durante l’incontro, la prima cosa che balza all’occhio sono le difficoltà dei due terzini. Troppa pressione, concentrazione che va e viene e tanta imprecisione. D’altronde, tolto Theo Hernandez, il laterale di difesa è il ruolo in cui i rossoneri hanno i maggiori problemi. Andrea Conti e Davide Calabria hanno dimostrato di non saper reggere determinati palcoscenici, come quello di Venerdì sera, e non a caso il primo acquisto di Elliott è Pierre Kalulu. Al di là dell’imprecisione difensiva, i rossoneri sono stati poco propositivi. La benzina sulle fasce non è stata la stessa di Theo, così come gli strappi di Castillejo e l’imponenza di Ibrahimovic. E, di conseguenza, l’imprevedibilità in attacco era ridotta all’osso. Aspetti non da poco, non è ammissibile in una piazza come il Milan che senza un paio di giocatori si veda tutt’altra squadra. Certo, non stiamo parlando degli ultimi arrivati, ma proprio questa è la differenza tra il grande club ed il club mediocre: saper mutare i fattori, non cambiando il risultato.
Un indizio di mercato, servono delle alternative valide
E speriamo che tutto questo non sia passato inosservato dalle parti di via Aldo Rossi. È chiaro, è evidente: servono delle valide alternative. Ovviamente non si può pretendere di avere le stesse pedine e la stessa varietà di scelta della Juventus, ma il succo deve essere quello. A Torino, per rimpiazzare Theo, Pioli ha dovuto adattare Calabria senza considerare Laxalt, probabilmente ritenuto ancora inadatto ad un match così importante. D’altra parte, le assenze di Ramsey ed Higuain sono state ben ricoperte da Bentancur e Douglas Costa, giocatori di ruolo e di qualità. Proprio questo serve al Milan: un vice Castillejo, un vice Rebic, un vice Theo. E poi, se Zlatan dovesse salutare al termine della stagione, un centravanti che possa far staffetta con Rafael Leao (Jovic?). Un primo segnale è stato l’acquisto di Kalulu del Lione, che salvo sorprese andrà a ricoprire il ruolo di terzini destro. Un talento, giovane ed economico. Un antipasto di quel che sarà il mercato del Milan nell’inedita sessione di Settembre.

