Un derby è sempre un derby, ma in Champions il sapore è diverso. Pare essere questa la frase più gettonata da quando si è scoperto che i destini di Milan e Inter si intrecceranno anche in Europa. Perché non bastava la lotta scudetto decisa all’ultima giornata dello scorso campionato, non bastava la Coppa Italia, non bastava la finale di Supercoppa o le mille battaglie a distanza per la qualificazione a vedere protagoniste queste due squadre una contro l’altra.
Il destino si è messo in mezzo anche in quella competizione che spesso ha visto trionfare il Milan, qualche volta l’Inter, ma che il più delle volte ha visto le due squadre staccare dalla realtà quotidiana. Annullare quello stress e ansia pre derby che si vivono prima di ogni sfida di campionato che accomunano tifosi, giocatori, staff, dirigenti e tutto l’ambiente che c’è intorno.
LA NOTTE PRIMA DELL’ESAME MILAN-INTER
Storicamente è il derby europeo numero tre. Nel 2003 e nel 2005 le prime battaglie della città di Milano esportate in Europa. Due sfide diverse, piene di scintille, ansia, elettricità, paura e chi più ne ha più ne metta. Paolo Maldini ha detto che “sono stati giorni molto intensi“, classico eufemismo di chi è la classe in persona. Tradotto: non puoi uscire di casa. E non è un’esagerazione. La città si ferma, si blocca, due colori – a giorni alterni – ad illuminare Milano nei giorni di accompagnamento alla sfida. Uno solo, fino al derby successivo, dopo l’esito del campo. Se questa è la sfida, in terreno europeo lo diventa ancora di più.
Soprattutto se in palio c’è una finale. Una finale di Champions League. Un traguardo fino a qualche anno fa insperato e tanto, tanto lontano dagli standard rossoneri e nerazzurri. Un traguardo che adesso dista solo pochi minuti, 180 per la precisione. Si pochi minuti in relazione al tempo che è passato dall’ultima volta. Al Milan manca da 16 anni, all’Inter da 13, e pensare che a giocarselo saranno l’una contro l’altra fa strano. Molto strano. Il mondo che guarda, tanti soldi in palio, una finale da conquistare. Milan-Inter non è mai una partita come le altre. E in Champions, soprattutto, non è una partita ma è la partita.
Dall’altra parte del tabellone ci saranno Real Madrid e Manchester City, due delle superpotenze mondiali che ormai dominano la scena da parecchio tempo. È un po’ un Davide contro Golia, ma che rappresenta in pieno la rivincita del calcio italiano. Dopo i mille dubbi, la sostenibilità, il risparmio, il Fair Play Finanziario, una tra Milan e Inter si giocherà la Champions contro una tra Real e City. Uno tra Pioli e Inzaghi si giocherà la Champions contro uno tra Ancelotti e Guardiola. Chi lo avrebbe mai detto.


