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Mai dimenticare da dove il Milan è partito e dove è stato capace di arrivare: ora servono undici Tonali

L’andata di semifinale di Champions League, disputata mercoledì contro l’Inter, ha messo in mostra un Milan debole, facilmente punibile e, soprattutto, non all’altezza del palcoscenico in cui si trovava. Dopo 11 minuti la partita era già fortemente indirizzata, con i nerazzurri avanti 0-2 e i rossoneri che vedevano – ad ogni azione – diminuire sempre più le possibilità di rimonta. Tuttavia, per fortuna del Milan o per leggerezza dell’Inter, la partita si è conclusa 0-2, e visto come si stavano mettendo le cose, è un “buon” risultato in vista del ritorno.

Com’era prevedibile, una delle due squadre sarebbe stata finita nell’occhio del ciclone in caso di sconfitta e, ovviamente, uno stop meritato come quello di mercoledì non può portare che critiche. Giuste, perché comunque la prestazione vista nel primo tempo dell’Euroderby è stata tutt’altro che accettabile. Il Milan sembrava che in campo non ci fosse proprio sceso, non ha creato nulla e ha rischiato di subire 4 gol in 45 minuti. Nel secondo tempo, invece, è andata diversamente e si è perlomeno vista una squadra, anche se molto confusa dopo esser stata strapazzata nella prima frazione.

D’altro canto, è giusto anche ricordare da dove i rossoneri sono partiti e dove sono stati capaci di arrivare. Pioli ricorda sempre che il percorso è iniziato in quel piovoso Rio Ave-Milan durato un’eternità, la cui vittoria del Diavolo ha permesso la partecipazione all’Europa League 2020/21. Da quel giorno sono arrivati una serie di risultati positivi che poi – nel 2022 – hanno portato fino alla conquista del 19esimo Scudetto. La squadra però, da quel preliminare non è cambiata tantissimo: Calhanoglu, Donnarumma, Kessie e Romagnoli hanno lasciato il Diavolo a parametro 0 per andare in altre squadre, ma Theo Hernandez, Bennacer, Krunic, Kjaer, Brahim Diaz, Tonali, Calabria, Saelemaekers e altri hanno vissuto l’evoluzione da quel Milan che a stento arrivava in Europa League a quello che arriva alla semifinale della Champions League.

La squadra del Milan (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
La squadra del Milan (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Si può tranquillamente discutere poi, su come i rossoneri sono arrivati fino alla semifinale, come ha detto anche Maldini nell’intervista a CBS Sports Golazo: “E’ successo che ci siamo ritrovati – con merito visto il cammino – nelle prime 4 squadre d’Europa, senza realmente essere davvero una delle Top 4. Dobbiamo saper gestire la situazione“. Forse mercoledì è stato difficile proprio saper gestire la situazione, saper gestire le emozioni e anche le paure che un palcoscenico del genere può dare. Ciò porta però esperienza che negli anni a venire servirà tanto a questo gruppo.

MARTEDI’ SERVONO UNDICI SANDRO TONALI

Quello che però sembra avere più esperienza di tutti, nonostante non sia così, è Sandro Tonali. Colpevole indiscusso nell’azione del gol che porta l’Inter sullo 0-2, decide di non abbattersi, decide che quell’errore non gli condizionerà una partita che sogna fin da quando era bambino con la maglia che ama. Si prende per mano la squadra, commette errori, il tiro va fuori? Pazienza ritento, palo. Dalla mentalità messa in campo è sembrato di vedere un giocatore alla sua terza, forse quarta semifinale di Champions League, un leader di 23 anni appena compiuti che si carica la squadra sulle spalle e prova a trascinarla all’impresa.

Se martedì entreranno in campo tutti con lo stesso atteggiamento “alla Sandro Tonali”, una speranza c’è, seppur flebile. Partire da uno svantaggio di due gol in una sfida contro l’avversario che ha dominato la gara precedente non è facile, soprattutto psicologicamente, ma la Champions League ha insegnato che non c’è mai niente di scontato, e proprio quando sei lì, ad un passo dalla gloria, un errore te la può togliere in un secondo. Il Milan non può non crederci ancora, ne ha diritto fino all’ultimo secondo.

Milan: Sandro Tonali (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Sandro Tonali (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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