Un derby come pochi altri, con un risultato pirotecnico. Un 5-0 inaspettato, in una stagione sofferta e tribolata, che regala l’unica soddisfazione di un’annata da dimenticare. Tanti protagonisti quella sera, ma la copertina del 5-0 del derby di Coppa Italia 1997-98 è tutta per Maurizio Ganz. El segna semper lu. Soprannominato così dai tifosi dell’Inter e ribattezzato per una sera – la prima di tante, ma non tantissime, altre – dai tifosi del Milan: «Ho deciso di venire a giocare nel Milan mentre ero sul pullman dell’Inter, una sera di una cena di Natale. La svolta della mia carriera», ha raccontato così in seguito a quella serata per lui indimenticabile.
Già, perché se i più giovani ricordano le mani dietro le orecchie e i cori poco felici all’indirizzo di Calhanoglu, parecchi anni prima la stessa storia a parti invertite l’ha vissuta anche Maurizio Ganz. Il 1998 si apre con uno dei trasferimenti più incredibili della storia della Serie A. Non tanto perché un calciatore abbia cambiato sponda del naviglio (a quello ci si è abituati), quanto perché il destino li mette contro dopo soli pochi giorni. La cena di Natale con l’Inter e quella della Befana con il Milan, contro il suo più recente passato. Un ambiente ostile dagli spalti al campo, con i compagni che lo guardavano come se fosse il peggiore dei traditori. Ma Ganz non si lascia intimidire e appena ne ha l’occasione fa quello che gli riesce meglio: segnare. Dopo pochi minuti dalla rete di Albertini, Ganz sotto la sua nuova curva mette a segno il gol del 2-0 prima di lasciarsi andare ad un’esultanza liberatoria. Anche quella contestatissima dai suoi ex tifosi.
Poi è tripudio rossonero, per la prima volta in stagione. Il 3-0 di Savicevic, l’autogol di Colonnese e la punizione della meteora Nilsen suggellano un 5-0 che non lasciava speranze per il ritorno. E infatti a nulla valse l’1-0 della strafavorita Inter, almeno fino alla gara d’andata. L’Inter di Ronaldo, quello che tolse spazio proprio a Ganz prima di fargli prendere una dolcissima rivincita.


