Franck Kessie e Zlatan Ibrahimovic sono gli unici due stranieri di proprietà del Milan a non essere ancora tornati in Italia. Mentre l’ex centrocampista dell’Atalanta non è ancora rientrato a causa della mancanza di un aereo che lo riporti a Milano, diverso è il discorso riguardante il centravanti nativo di Malmo. Quest’ultimo ha infatti ottenuto dalla società il permesso di rimanere a Stoccolma per allenarsi con l’Hammarby. Il tutto per poter lavorare sul campo, non perdere la forma e condurre una vita quasi normale. Tuttavia, quando il club di Via Aldo Rossi glielo imporrà, l’ex prima punta dei Los Angeles Galaxy rientrerà alla base. Ecco allora che il ritorno di Ibra, a cui comunque nessuno sta mettendo fretta, potrebbe essere questione di giorni.
Secondo quanto riferito dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, l’attaccante classe ’81, che da gennaio ha collezionato 10 presenze, 4 gol e un assist e ha spesso offerto prestazioni convincenti, potrebbe essere a Milano già nel fine settimana. A quel punto, il giocatore sarà costretto a osservare quattordici giorni di quarantena obbligatoria. Quando la situazione di emergenza sanitaria sarà terminata, il bomber svedese incontrerà l’amministratore delegato del Diavolo, Ivan Gazidis, per discutere del rinnovo contrattuale. Sebbene intenda liberarsi degli ingaggi pesanti e degli over 30, il dirigente sudafricano potrebbe decidere di fare un’eccezione per Ibrahimovic, che è il leader della squadra e che vorrebbe che la dirigenza costruisse un Milan in grado di chiudere il prossimo campionato tra le prime quattro.

