Santiago Gimenez ha rilasciato alcune dichiarazioni a GQ: l’attaccante messicano è arrivato a Milano nella sessione invernale di calciomercato ma non è riuscito a incidere come molti si aspettavano. Nell’intervista a GQ, il numero 7 rossonero ha raccontato il primo incontro con Ibrahimovic e le sensazioni di giocare in un club prestigioso come il Milan.
Di seguito le sue dichiarazioni.
SU IBRAHIMOVIC – “Apparso dal nulla attraverso la porta, Zlatan è impressionante. Io e la mia famiglia eravamo tipo, wow. Entrò indossando la maglia e me la diede: c’era scritto Gimenez, con il numero 7. Fu un’esperienza bellissima perché, oltretutto, i miei genitori e mia moglie possono dirvi che ho sempre ammirato Zlatan, la sua personalità, il suo modo di giocare. Come attaccante, è sempre stato uno dei miei modelli, quindi averlo trovato così, all’improvviso, è stato incredibile”.
LE PRIME PAROLE CON FURLANI – “Mi chiamò dicendomi che era fatta e che mi avrebbero mandato un aereo. Ero con i miei genitori e saltavamo dalla gioia. Sapevamo che era un altro passo nella mia carriera, è un ricordo molto bello che ho”.
IL MILAN – “Non mi pongo limiti, e non ho limiti. L’ho sempre detto e lo sostengo: credo che non ci siano limiti per nessuno. Se vuoi continuare a crescere, continuerai a crescere fino alla morte. Anche quando muori, vai nella vita eterna e continui a crescere. Non devi solo guardarti indietro: se lo fai è per migliorarti”.


