Segnali di crescita per Matteo Gabbia: ora è una triade a comandare la difesa

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Non c’è Ibra e c’è Rebic, non c’è Bennacer e c’è Tonali, non c’è Kjaer (o Romagnoli) e c’è… Gabbia. Per un Milan che vive di assenze, c’è anche un Milan alternativo che sfrutta queste occasioni per crescere e trovare continuità. Tra i fruitori di questo momento c’è anche Matteo Gabbia, giovane centrale rossonero interessante ma ancora acerbo agli occhi della critica. Il 12esimo uomo del Milan in questo inizio di stagione, 10 partite da titolare su 18, più della metà. Tra i vari stop di Kjaer e Romagnoli, lui si è sempre fatto trovare presente e, dopo un inizio così così, probabilmente fisiologico, ha alzato i livelli del motore. A gennaio si parla tanto di acquistare un nuovo difensore centrale, che serve assolutamente, ma con un Gabbia a questi livelli siamo sicuri che sarebbe la prima alternativa?

La crescita voluta da Pioli e dal giocatore

Lavoro ogni giorno per migliorare i difetti che ho e spero di migliorare ogni giorno”, così ha parlato ieri sera ai microfoni di Milan TV. La prestazione contro la Sampdoria è stata eccellente, anche se l’unica sbavatura nel finale, poteva costare cara. Ma lui stesso ha ammesso di dover ancora lavorare molto e di dover migliorare, parole di chi crede di poter arrivare ad un certo livello. Lui crede in sé stesso, così come lo stesso Stefano Pioli e l’ambiente credono in lui.

Abbiamo citato le presenze di questo inizio di stagione, in Serie A sono 5 su 10, l’esatta metà. I numeri sono dalla sua parte: 3 gol subiti e 3 clean sheets, quest’ultimi nelle prime 3 di campionato al fianco di Kjaer. Pioli crede in lui e gli ha concesso, anche per necessità, 482′ di gioco in Serie A. È appunto il 12°per minutaggio nel gruppo. Tra le statistiche ne spicca un’altra: è il 2° della squadra per km percorsi a partita (10,71). Il primo è Franck Kessie con 10,922 km di media per gara.

L’ambiente crede in lui, perché in estate l’opzione di lasciarlo partire in prestito era percorribile, ma la società ha deciso di tenerlo. I motivi possono essere svariati, dall’incertezza sulle condizioni e sulla tenuta degli altri centrali di difesa, alla possibilità di crescere alle spalle di due difensori come Kjaer e Romagnoli. Il danese ed il capitano compongono la coppia titolare della retroguardia rossonera e, anche per via di esperienza, possono far crescere il giovane classe ’99.

La triade Kjaer-Gabbia-Romagnoli

Si è creata una vera e propria triade al potere negli schemi della difesa del Milan. Al vertice c’è Simon Kjaer, il maestro. L’esperto centrale danese funge da guida per i due italiani, che traggono giovamento dalla sua presenza. Focalizzandosi sul rapporto Kjaer-Gabbia, già in passato ci furono dichiarazioni riguardanti l’aiuto che il primo dava al secondo per la sua crescita. Possiamo dire che oggettivamente s’iniziano a vedere i primi risultati. La prestazione contro i blucerchiati non è un caso isolato, basti pensare alla trasferta di Lille, nella quale neutralizzò il turco Yazici, il mattatore della gara d’andata. Senza voler azzardare paragoni, nel loro gioco ci sono delle somiglianze. Entrambi non vogliono rischiare troppo e quando c’è da spazzare in fallo laterale lo fanno, entrambi cercano il lancio lungo alla ricerca di una compagno smarcato o della profondità.

Per quel che riguarda invece il rapporto di Romagnoli, i due stanno trovando i sincronismi giusti e tra i due sembra essere nata una buona complicità. L’assenza di Kjaer pesa certamente come un macigno, ma la loro gara di ieri non l’ha fatta sentire. Gabbia ha fatto il Kjaer di turno, sostituendolo nel ruolo di centrale destro, forse a lui più consono. Che sia l’alba di un nuovo talento del settore giovanile? Solo il tempo lo dirà, per ora va lasciato crescere e giocare ancora non potrà che fargli bene. Il centrale a gennaio serve eccome, ma la certezza in più che potrebbe dare Matteo Gabbia non potrà che essere un’arma in più per l’arsenale rossonero, soprattutto quando le gare saranno tutte ravvicinate come in questo periodo.

Milan: Matteo Gabbia e Alessio Romagnoli – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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