Dopo la tabula rasa dirigenziale che ha visto saltare in fila Furlani, Tare e Moncada (oltre alla guida tecnica) molti si chiedono se la stessa linea sarà applicata anche verso lo spogliatoio. Uno spogliatoio che si priverà sicuramente di Rafael Leao, datosi lui stesso come partente dopo un’altra stagione molto complicata. Il portoghese tuttavia potrebbe non esser l’unico addio estivo importante nella Milano rossonera.
Milan, sarà un fuggi fuggi generale?
Premesso. Non essendoci ancora una dirigenza ed una gestione chiara, è molto difficile far previsioni su permanenze ed addii. Ma è indubbio come una situazione del genere non aiuti a convincere un qualsiasi calciatore a sposare (o proseguire) il progetto rossonero. A maggior ragione se questo è Luka Modric, già fin troppo umile ad essersi calato nel Milan la scorsa estate. Le percentuali sul suo futuro a Milano, ora senza Champions League, sono molto basse. Così come sembrano basse le chance di permanenza di Adrien Rabiot, che potrebbe seguire a Napoli il “suo” Max Allegri.
Milan, un vuoto di personalità
L’addio di due giocatori di questo calibro comporterebbe un ridimensionamento del gruppo anche e soprattutto sul piano carismatico. Un valore, nel Milan 2025/26, già di per sé raro. Un tema degno di attenzione da parte di chiunque verrà. Si è parlato, ad esempio, di Rangnick e i suoi uomini. Così fosse, la famosa ‘linea verde’ (marchio di fabbrica del gruppo Red Bull) non potrà prescindere da qualche elemento di personalità ed esperienza. Perché se c’è un aspetto sul quale il Milan recente ha peccato, è proprio il temperamento. E San Siro, con tutto il rispetto, non è la Red Bull Arena.


