Fonseca libera tutti? 6 mesi tra i più divisivi dell’era moderna del Milan

L’avventura rossonera di Paulo Fonseca è durata circa 200 giorni. Agitati, a tratti convulsi, complessi, spesso irrisolti, fieri forse fin troppo, contro sostanzialmente chiunque. Tra Serie A, Champions League e Coppa Italia, 24 gare, 12 vittorie, 6 pareggi, 6 sconfitte.

Chiamato in estate a svoltare una situazione forse più grande di lui, ha lottato con le sue idee, ha mostrato coraggio al limite dell’incoscienza e ha dimostrato di saper stupire, specialmente in notti che sembravano impossibili.

Ha però tirato troppo la corda con alcuni giocatori. Ha ottenuto qualche risultato con questo atteggiamento challenging, ma la squadra anche per questo non ha trovato molte certezze. Non sarà l’unico motivo, ma è uno dei motivi per cui non c’è stata continuità, di prestazioni in primis. Non avere il pieno supporto dei big preclude ogni possibilità di crescita ad un gruppo in costruzione.

Ha dato più sicurezze alla difesa, ha rivoluzionato il modo di difendere, da associativo a posizionale. Il suo Milan dopo 17 gare è la seconda in Serie A per clean sheet (8). Tuttavia ha raggiunto questo traguardo intermedio ottenendo meno dai suoi giocatori offensivi e non ha trovato del tutto il modo di coinvolgere gli attaccanti centrali, che hanno contribuito fin qui troppo poco.

Ha protestato molto dalla panchina. Il più delle volte con ragione. Un atteggiamento viscerale che solitamente questo ambiente non è abituato a vedere. Non ha per questo però raccolto nulla, se non cartellini gialli e uno rosso proprio ieri. Ha pubblicamente attaccato la classe arbitrale, forse non col giusto timing, perché di torti il Diavolo li ha subiti ma non ha trovato una modalità efficace per sottolinearlo.

È stato sincero coi media, per qualcuno perfino ingenuo. Il calcio moderno mal sopporta certi tipi di spontaneità. Non ha avuto considerazione, né dal club e né dai media. La società non l’ha veramente mai supportato e questo l’ha delegittimato davanti a tutti sin dal primo giorno.

È stato solo, soprattutto è stato questo. Non era l’allenatore giusto per questa annata e sostanzialmente ogni tifoso ne era consapevole. Resta difficile da capire come abbiano scelto lui, perché vista la clausola che ha accelerato la sua uscita, la sensazione è che la proprietà non si sia mai fidata di lui.

Rimane tuttavia un dato inconfutabile: pochi punti in campionato, mai così pochi da cinque anni a questa parte e ottavo posto. Alla fine paga sempre il mister, è una delle leggi inscalfibili di questo gioco. Malinconici i saluti. Però senza rabbia né rancore. Continueremo a cercare la liderança anche col suo successore, per salvare una stagione compromessa.

Milan: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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