Sabato 21 marzo alle 18:00 il Milan è sceso in campo a San Siro contro il Torino. La squadra di Allegri è riuscita a imporsi per 3-2 grazie ai gol di Pavlovic, Rabiot e Fofana. Per il Torino non sono bastate le reti di Simeone e Vlasic.
Grazie ai tre punti il Milan potrebbe aver riaperto le speranze scudetto visto che l’Inter si è fermata a Firenze pareggiando 1-1.
Anche sabato, come accade da qualche partita a questa parte, uno dei migliori in campo è stato Fofana.
La crescita di Fofana
Arrivato nell’estate del 2024 dal Monaco, Fofana ha avuto bisogno di diverso tempo per sbocciare e maturare. L’estate 2024/25 è iniziata sotto la gestione di Fonseca che ha posizionato il francese nel ruolo di mediano. Nonostante ricoprisse il suo ruolo “preferito”, l’ex Monaco ha avuto diverse difficoltà e a più riprese è apparso goffo e impacciato. Certo, tutto il Milan non “girava” ma il suo ruolo era fondamentale: avrebbe dovuto essere l’equilibratore dei rossoneri, cosa che, però, non è accaduta, con il Milan che subiva un gol a partita.
Dopo l’esonero di Fonseca, con Conceicao le cose non sono cambiate, anzi: l’uscita dalla Champions e l’impossibilità di lottare per un posto in Champions League, hanno compromesso il rendimento dei rossoneri che hanno concluso la stagione con la delusione di aver perso la finale di Coppa Italia contro il Bologna.
Con Allegri, infine, Fofana è definitivamente sbocciato: per prima cosa il tecnico rossonero ha deciso di avanzare la posizione del francese e inserirlo nel ruolo di mezzala, affiancato da Rabiot e davanti a Modric in mediana. Dall’arrivo di Allegri si è notato un giocatore diverso, non solo per la posizione in campo, ma soprattutto dal punto di vista mentale. Se nella passata stagione Fofana commetteva errori concettuali, ora ciò che manca è, probabilmente, un po’di sangue freddo.
Da agosto Fofana ha collezionato 2 gol e 3 assisto: l’ultimo gol contro il Torino ha indirizzato la partita, mentre l’ultimo assist nel derby per Estupinan ha consegnato i 3 punti ai rossoneri. Quando il francese segna o fa assist il Milan non perde mai.
Cosa manca al francese per diventare un centrocampista top
Nonostante la crescita evidente, ciò che manca al francese è, probabilmente, il sangue freddo. Tutti i tifosi rossoneri ricordano la cavalcata pazzesca contro la Lazio che, però, si è conclusa con un nulla di fatto visto che il numero 19 si è inceppato proprio al momento del tiro. Anche contro il Genoa una situazione simile: cross in mezzo a favore del francese che incredibilmente è scivolato mancando l’appuntamento con il pallone che, se colpito, sarebbe probabilmente finito in porta.
Insomma, il lavoro di Allegri è evidente anche perché ha avanzato il numero 19, compiendo un vero e proprio azzardo. In pochi si aspettavano un rendimento così positivo: una mezzala atipica, non nel suo ruolo preferito, che, però, sta crescendo partita dopo partita. In vista del rush finale Allegri avrà bisogno anche e soprattutto del francese visto che, dopo la sosta, ci sarà l’impegno da dentro o fuori contro il Napoli. All’andata, tra l’altro, il francese aveva confezionato l’assist per il 2-0 di Pulisic: la partita terminò con la vittoria dei rossoneri per 2-1 con De Bruyne che accorciò le distanze dal dischetto dopo l’espulsione di Estupinan.


