Dopo la cocente delusione nella finale di Coppa Italia, il Milan si rituffa sul campionato, dove domenica sera affronterà a Roma i giallorossi di Ranieri. La recente sconfitta contro il Bologna ha segnato un punto di svolta, confermando il fallimento sportivo di una stagione da dimenticare. Tuttavia, forse questa annata non andrebbe archiviata così facilmente, ma piuttosto trasformata in una lezione per un’intera dirigenza, accusata di una gestione scellerata dall’inizio alla fine.
Con la qualificazione in Champions League sfumata e l’accesso diretto all’Europa League perso con la sconfitta in Coppa Italia, i rossoneri devono ora decidere come affrontare le ultime due giornate di campionato. L’obiettivo minimo è ottenere il miglior piazzamento possibile. Raggiungere l’ottavo posto permetterebbe almeno di evitare i turni preliminari di Coppa Italia ad agosto, garantendo al club più tempo per prepararsi alla prossima stagione.
D’altro canto, due vittorie contro Roma e Monza rappresenterebbero l’ultima flebile speranza per una qualificazione in Europa League, un obiettivo ormai lontano ma ancora teoricamente raggiungibile. Tuttavia, il problema principale non è solo tecnico, ma mentale: con l’addio ormai certo di Conceicao a fine stagione, resta da capire con quale atteggiamento i suoi uomini affronteranno questi ultimi 180 minuti.
La vera incognita è rappresentata dalla personalità di una squadra che, al di fuori dei derby e di poche altre eccezioni, ha spesso faticato a dimostrare carattere nei momenti decisivi. In questo contesto, cosa ci si può realisticamente aspettare? Forse poco, anche se queste due gare potrebbero comunque fornire indicazioni preziose sui giocatori – e sugli uomini in società – che resteranno parte del progetto Milan nella prossima stagione. Sul fronte dirigenziale, i cambiamenti radicali appaiono improbabili, ma lato squadra, diversi volti sono pronti a salutare.


