Angelica Soffia ha rilasciato un’intervista a LFootball nella quale ha parlato tra le altre cose anche della stagione del Milan Femminile e del prossimo futuro. Ecco le parole dell’esterno difensivo rossonero.
“Siamo partite un po’ a rilento però penso sia anche normale per una squadra quasi totalmente rinnovata, con tanti innesti di giocatrici e una nuova allenatrice. Ci sono concetti nuovi da assimilare e non è mai facile. Sicuramente la prima parte di stagione è stata influenzata da questi aspetti, poi nel finale siamo migliorate. Non è stato semplice anche per l’allenatrice che non aveva mai allenato in Italia, affrontare squadre che non aveva mai visto da vicino, poi con tante ragazze giovani in rosa. Penso che nel complesso sia andata bene, abbiamo fatto meglio dello scorso“.
Su Bakker: “Come modo di giocare lei è totalmente diversa rispetto a qualsiasi altro coach che io abbia mai avuto. Lei è una allenatrice di posizione. Gli allenamenti sono sempre stati tutti improntati al positional game. Mi ha colpito molto il suo voler creare un gruppo unito. Ci ha fatto pranzare sempre tutte insieme, abbiamo svolto attività extra calcistiche insieme. Lo staff ha organizzato tante attività per cercare in tutti i modi di formare un gruppo. Inoltre nel corso della stagione abbiamo avuto anche tre incontri individuali. Il primo era per conoscerci, mentre negli altri si è parlato dell’andamento della stagione. In passato non mi era mai capitato che degli allenatori fossero così attenti alla sfera personale“.
Sul prossimo step da fare: “Speravo potesse esserci già quest’anno un passo in avanti maggiore, ma il prossimo step deve essere un trofeo. Lo dico da quando sono arrivata qui. Poi mio papà è tifosissimo del Milan e riuscire a vincere un trofeo mi renderebbe felice per tante ragioni. Non è facile, perché bisogna essere tutte sulla stesa barca. Per vincere tutte le giocatrici devono voler la stessa cosa, basta una persona che non è connessa al 100% che non riesci a vincere. L’ho vissuto nelle mie precedenti esperienze, se c’è qualcuna che non è convinta diventa complicato. Terzo posto un obiettivo? Sì anche, ma io non mi accontento. Per me dovrebbe essere il minimo il prossimo anno“.
Sulla compagna che l’ha sorpresa: “In primis Emma Koivisto, giocatrice che non conoscevo prima. Mi ha sorpreso sia come persona che come giocatrice. Mi ha colpito il suo metodo di lavoro, una che non si ferma mai. Poi anche le giovani provenienti dalla Primavera. Quando fai un salto così elevato possono esserci pressioni forti, ma sono state brave. Oggi passare dalle giovanili alla Prima Squadra è più difficile rispetto a quando è accaduto a me. Sono sempre rimaste umili come all’inizio, non hanno mai osato più di tanto. Ci aiutiamo reciprocamente“.


