La gestione delle scelte legate ai giocatori offensivi del Milan si sta trasformando da risorsa a problema. Sembra un paradosso, ma nelle ultime gare l’abbondanza là davanti ha generato più inceppi che altro. Il limite tattico pareva superato dopo il primo tempo contro il Feyenoord a San Siro, ma il risultato negativo e la seconda frazione in inferiorità numerica hanno dato un duro colpo psicologico alla squadra.
La picconata definitiva ai Fantastici 4 con ogni probabilità l’ha data poi la partita col Torino. Novanta minuti emblematici che da soli sintetizzano l’essenza di questa stagione che non vuole sapere di svoltare. Anzi, di settimana in settimana arrivano solo conferme della sensazione di montagna russa non molto divertente.
I media quest’oggi hanno rilanciato la possibilità che a non partire dal primo minuto a Bologna possa essere Leao. L’esterno portoghese già ad Empoli e col Verona aveva messo piede in campo solo nei secondi 45 minuti, in entrambi i casi partecipando in modo decisivo ai gol che hanno dato i tre punti.
In queste gare citate anche Pulisic non era stato titolare ed anche lui, specialmente al Castellani, aveva saputo incidere con due assist nella gara. In buona sostanza, il privilegio di poter attingere dalla panchina ha dato di sicuro maggiori frutti che non partire con la spavalderia dei “Fab 4”.
L’aspetto evidente è che dal punto di vista tattico sia molto complesso aver così tanti giocatori offensivi. Anche aspetti atletici relativi allo stato di forma attuale di alcuni interpreti sconsiglia i 90 minuti con uomini così offensivi.
Più in generale possiamo dire che in Italia ed in Europa sono pochissime le squadre che si permettono schieramenti di questo tipo, per citarne due potremmo dire Lazio e Real Madrid, ed entrambe hanno dimostrato solidità grazie ad una grande organizzazione di gioco, ovvero una tematica sulla quale il Diavolo deficita. Due diversi allenatori e tanti cambi tra mercato estivo ed invernale, sono la testimonianza che ci sia ancora molto da lavorare per aver un 11 equilibrato.
La certezza è un attacco così può aver una logica a gara in corso, per provare a girare sfide compromesse o bloccate. Dal primo minuto forse sarà meglio tornare a pensare in modo meno ambizioso con più balance. La smania dell’essere iper offensivi o di controllare il gioco, al Milan negli ultimi anni, ha fatto più danni delle grandine.


