“Se porti Modric e Rabiot, torni ad avere esperienza… e l’esperienza è una delle cose più sottovalutate oggi“, così Simon Kjaer ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Quanto ha inciso l’esperienza dei nuovi acquisti nel nuovo Milan di Massimiliano Allegri? Quanto incise quella di Ibrahimovic e Kjaer nell’inverno 2020? Quanto potrebbe incidere quella di Lewandowski… no, non andiamo ancora così in là. Fermiamoci prima e riflettiamo.
L’esempio di Ibrahimovic e Kjaer
La cavalcata del Milan di Stefano Pioli parte proprio dal gennaio 2020 e dagli arrivi in sede di calciomercato di Zlatan Ibrahimovic e Simon Kjaer. Arrivi che portano esperienza (parola ricorrente) in un gruppo giovane, nonché leadership. Inizia un percorso lungo due anni e mezzo che viene coronato dalla vittoria dello scudetto, di cui i due per infortuni sono protagonisti solo in parte sul campo, mentre fuori hanno vestito un ruolo determinante con la squadra.
I due hanno anche fatto da chioccia a quelli che oggi sono due titolari inamovibili rossoneri, ovvero Matteo Gabbia e Rafael Leao. L’hanno fatto in modi e risultati differenti, ma è indubbia la loro influenza nel percorso di crescita dei due classe ’99.
Ora tocca a Modric e Rabiot
Dopo gli ultimi anni in cui si è pensato più a distruggere che a costruire, il Milan con Igli Tare e Massimiliano Allegri ha deciso di tornare a puntare anche su giocatori esperti e capaci di portare una mentalità diversa alla squadra. Così si spiegano gli arrivi di Luka Modric e Adrien Rabiot che fanno da traino al centrocampo rossonero.
Proprio come fecero Kjaer e Ibrahimovic nelle stagioni di Pioli, ora tocca a loro fungere da esempi per altri giocatori, più giovani, come Jashari e Ricci. Il croato e il francese rappresentano il presente del Milan, lo svizzero e l’italiano presente e futuro. Un modus operandi che potrebbe ripetersi anche con un altro giovane, anzi giovanissimo.
Lewandowski sogno proibito: chi meglio di lui per Camarda?
Inutile dire che la suggestione di Robert Lewandowski in rossonero fa mimpazzire il tifoso medio. Perché, come hanno dimostrato gli esempi precedenti, nonostante l’età questi giocatori sono in grado di impattare e portare solamente benefici dentro e fuori dal campo.
L’ipotesi ad oggi poco realizzabile di avere il polacco a fare da mentore a Francesco Camarda stuzzica e non poco. Imparare dietro ad un mostro sacro sarebbe un’opportunità enorme e potrebbe permettere al classe 2008 di bruciare alcune tappe, necessarie per la crescita di un talento così giovane. Come Kjaer ha fatto con Gabbia in piccolo, Lewandowski potrebbe fare lo stesso con Camarda… in grande. Se solo…


