Si prospettava un weekend sereno quello della 31a giornata di Serie A per il Milan ed invece su San Siro si è scatenata una tempesta. Un turno sulla carta favorevole. Milan-Bologna di lunedì sera, in uno stadio che tornava pieno dopo più di due anni, e le dirette concorrenti che giocavano due gare difficili contro Atalanta e Juventus. Tutto il contrario. Napoli e Inter vincono mentre il Milan stecca non andando oltre uno scialbo pareggio. Dalla possibilità di allungare di qualche punto, a perderne addirittura due in una lotta scudetto più avvincente che mai.
Dopo una domenica passata a guardare ci si aspettava una risposta dal Milan. Una prova di maturità che sarebbe servita non per scappare – visti i risultati – ma per mantenere quantomeno tutto come prima. Una prova per tenere alta l’asticella della concentrazione in una corsa che si giocherà tanto sul filo dei nervi. Prova fallita. La squadra di Pioli scende in campo col freno a mano tirato. Non tanto dal punto di vista della prestazione ma da quello della precisione. I tiri totali sono 33 ma senza mai centrare il bersaglio grosso. Pioli esclude un problema mentale, ma davanti ai 70 mila di San Siro, se vuoi vincere lo scudetto, devi fare di più. Sotto tutti gli aspetti.
Quella pressione di cui si parla spesso e che il mister dice di volere e sentirsi addirittura lusingato ad averla si è avvertita tutta. Per tutti. Un Milan che non dà mai l’impressione di dare quella spallata alla gara per indirizzarla nei giusti binari. Poca lucidità negli ultimi venti metri, passaggi quando si doveva tirare e tiri quando bisognava passare. Un approccio non del tutto sbagliato ma una frenesia che – con il passare dei minuti – sale sempre di più se non sblocchi il risultato.
Tanta l’imprecisione, come dimostrano le statistiche e l’idea di una squadra che quando deve fare quello scatto in più spesso delude. Anche Pioli non è del tutto assolto, qualche scelta più offensiva poteva essere fatta ma soprattutto il potere di cambiare le carte in tavola anche a partita in corso in molti se lo aspettavano. Non tutto è perduto però. I bonus, visti i punti in classifica, sembrano essere finiti ma ci sono ancora sette partite ed il Milan dovrà dimostrare di esserci.
“Non sarà un fallimento ma una grande delusione”, Pioli parlava così dopo lo 0-0 di Milan-Cagliari dell’anno scorso, che aveva quasi compromesso la corsa Champions, a chi gli chiedeva della qualificazione. Ecco, queste parole possiamo usarle adesso: se non si vince sarà una grande delusione sì, ma non un fallimento. Fino a quel momento però, Pioli e i suoi ragazzi hanno il dovere di provarci, anche osando qualcosa di più.


