Milan, quanti errori nella comunicazione negli ultimi due anni: vietato trattare i tifosi da estranei

Eccoci arrivati alla metà di maggio, con tanti dubbi, incognite e intoppi. Il Milan di Stefano Pioli è a due giornate dalla separazione (seppur non comunicata, ma lo vedremo dopo), e da una mini-rivoluzione che porterà ad un nuovo allenatore e a 3/4 nuovi innesti tra i titolari. Dallo scudetto del 2022, in cui inevitabilmente l’asticella si era alzata e le ambizioni sembravano tornate quelle del grande milan berlusconiano, paradossalmente, due anni dopo, la situazione sembra capovolta. Chiaramente non parliamo di una questione tecnica, visto che dal trofeo vinto a Sassuolo il 22 maggio 2022, i rossoneri sono prima tornati in semifinale di Champions, cosa che non accadeva dal 2007, e quest’anno sono ritornati al vertice della serie A, conquistando il secondo posto. Allora dov’è stato fatto il passo indietro?

Milan, quanti problemi comunicativi

Con l’addio tanto inaspettato, quanto frettoloso di Maldini e Massara, ormai un anno fa, il club di via Aldo Rossi sembra essersi sgonfiato. Gerry Cardinale, e i suoi uomini di fiducia Furlani e Scaroni, non hanno lo stesso appeal e lo stesso stile dell’ex capitano e bandiera rossonera. Per quanto riguarda il mercato, si può dire poco alla squadra dirigenziale, ed infatti nessuno critica l’operato per quanto riguarda i giocatori, ma ciò che i tifosi chiedono è la trasparenza e la credibilità. Il Milan non comunica, non indica la via, non include chi ama il Milan, ma anzi lo allontana. Come se fosse un pericolo. Tutto questo non fa altro che creare nuovi dubbi e nuovi timori. Sembrava che l’arrivo di Ibrahimovic come spalla di Cardinale potesse migliorare la situazione, invece lo svedese non è tenuto a frequentare la zona mista e a parlare ai microfoni, visto che non figura come un dirigente del Milan.
Tanti, troppi errori per un club storico e vincente, a cui manca l’anima e l’orgoglio di portare avanti la bandiera rossonera, bandiera che i tifosi del Milan portano in giro per l’Europa con passione e sentimento, e per questo meritano la verità e la trasparenza e non vanno trattati da estranei. Quest’anno, ad esempio, il mister Pioli è stato lasciato solo, a fare da parafulmine o come un pugile che deve schivare i colpi nei post partita. Più volte si è preso le proprie responsabilità, ha ammesso i suoi errori, ma poche volte è stato protetto e poche volte ha sentito la piena fiducia della società. Oppure quando i tesserati rossoneri venivano accusati di cose inesistenti e inappropriate, come le parole di Zangrillo nel post partita di Genoa-Milan nei confronti di Maignan, nessuno dei dirigenti ha tutelato il portiere francese, che anzi, si è dovuto difendere da solo.

Gerry Cardinale, Paolo Scaroni (Photo Credit: Getty Images)
Gerry Cardinale, Paolo Scaroni (Photo Credit: Getty Images)

La comunicazione nulla o errata porta dissapori all’interno della tifoseria, spinge inevitabilmente la tifoseria alle proteste social, ma non solo, come visto nelle ultime due gare casalinghe, con la curva sud che ha abbandonato anzitempo lo stadio, dopo aver fatto regnare il “rumore del silenzio”. La questione allenatore è molto delicata: circolano voci errate, c’è chi afferma che il Milan abbia già un accordo con un nuovo allenatore, e chi dice che invece sia ancora alla ricerca. Tutto ciò avviene senza un comunicato che ufficializzi l’addio di Pioli, a campionato ormai terminato, con il Milan che non ha più stimoli vista l’aritmetica del secondo posto.

Serve cambiare marcia il prima possibile, perché ogni dettaglio, ogni azione, in un club così prestigioso e seguito come il Milan, è importante. Gerry Cardinale sta dimostrando di voler guidare il diavolo al ritorno a grandi livelli, partendo dal nuovo stadio. Non può, però, far venire meno i valori che hanno caratterizzato il Milan negli anni.

Milan: Paolo Scaroni, Giorgio Furlani all'evento di Fondazione Milan - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Paolo Scaroni, Giorgio Furlani all’evento di Fondazione Milan – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Ernesto Lepera
Ernesto Lepera
Mi chiamo Ernesto Lepera, sono uno studente in Comunicazione Pubblica, Sociale e d'Impresa. Aspirante giornalista sportivo, coltivo questo sogno sin da bambino. Lavoro per realizzarlo.

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