A lungo inseguito, a lungo trattato, ora Emerson Royal vede il traguardo. Il Milan e il Tottenham sono alle battute finali nella contrattazione per il passaggio del terzino destro in rossonero sulla base di 15 milioni più bonus, molto meno rispetto alle richieste iniziali di 25 milioni da parte degli Spurs.
Inutile nascondere lo scetticismo generale per l’arrivo del classe ’99, un giocatore che nella sua parentesi inglese non ha incantato e non ha mantenuto le aspettative che c’erano su di lui dopo gli anni al Real Betis. Che questa sia una chiave per ricevere una bella sorpresa sul campo nella prossima stagione?
L’arrivo di Emerson Royal è dovuto alla necessità di trovare un upgrade per la fascia destra di difesa dove Davide Calabria e Alessandro Florenzi non hanno garantito un rendimento sempre ottimo nel corso delle ultime stagioni, per infortuni o per prestazioni talvolta poco convincenti. Qualche difficoltà in zona difensiva, soprattutto quando lasciati soli, oltre ad un apporto offensivo saltuario. Parliamo quindi di un ruolo delicato, a maggior ragione perché il numero 2 è anche capitano della squadra e in quanto tale ha un certo tipo di considerazione da parte del gruppo.
Ciò che più convince di quest’operazione è la volontà del giocatore, ribadita a più riprese davanti e dietro le telecamere. Sicuramente per questo incide anche l’esperienza non soddisfacente a Londra con la maglia del Tottenham dove è diventato una seconda scelta nel corso delle ultime stagioni con l’arrivo di Pedro Porro e si è trovato anche a giocare in posizioni non propriamente nelle sue corde (difensore centrale, terzino sinistro). L’appeal dei colori rossoneri, visti anche i terzini verdeoro che hanno fatto la storia del club in passato, ha fatto la differenza anche nella scelta della destinazione, nonostante le ricche offerte ricevute dall’Arabia Saudita.
Ora non restano che gli ultimi passi per far sì che Emerson Royal sia il terzo acquisto della sessione di calciomercato estiva del Diavolo. Tanto discusso, quanto necessario: toccherà al campo esprimere il giudizio finale, l’unico che conta davvero.


