“Siamo più forti“. Queste tre parole, pronunciate nella conferenza stampa alla vigilia di Torino–Milan da Sergio Conceicao, stonano un pò in un ambiente inviperito dall’eliminazione nei playoff di Champions League, che non si sarebbero neanche dovuti giocare.
Già, perché l’errore più grande è stato commesso a Zagabria, e forse Rotterdam è stata solamente l’inevitabile conseguenza. Una squadra che forse non riusciva più a sostenere questa pressione, soprattutto mediatica, di avere nella mani un’altra panchina, perché dopo quella di Fonseca saltata anche per colpa loro, ora persino quella di Conceicao trema. Un Conceicao, tra l’altro, che ha cercato di addossarsi le colpe della mancata qualificazione anteponendo la propria faccia a quella di Theo, individuato come il Giuda di turno.

Ma come può una squadra come il Milan non riuscire a reggere la pressione in una sfida contro non una, ma ben due squadre nettamente inferiori? Il clima è molto più burrascoso di quanto possa sembrare (e non che quel che sembra sia poco!), anche i continui attacchi mediatici pesano. Dal (presunto) litigio tra Conceicao e i giocatori che prima della sfida al Parma sono andati al concerto di Lazza, al (sempre presunto) litigio con Theo per i capelli rosa, fino ad arrivare al (questo smentito) faccia a faccia con Pulisic dopo Zagabria.
Difficile capire quanto possa esser vero tutto ciò, ma sembra altrettanto difficile che ogni settimana prenda piede un litigio diverso. Per altro diverse volte, il tecnico portoghese, si è lamentato durante le conferenze dicendo: “Basta scrivere bugie, se volete sapere qualcosa chiedete a me, sono sempre stato sincero“, e come dargli torto…
È complicato lavorare in un ambiente sempre sotto la pioggia di polemiche che, forse, spetterebbe alla società mettere a tacere, dimostrando la propria forza e senza sempre stare a guardare. Che l’eliminazione dalla Champions League possa portare un’ondata di rabbia positiva e giovare a questa squadra? La domanda suona malissimo, spezza i cuori dei tifosi, ma se non si ha una reazione e una scintilla dopo una batosta come questa c’è da preoccuparsi seriamente.
Innanzitutto, dalla fine della prossima settimana il Milan potrà avere più tempo per lavorare: dopo la sfida con la Lazio del 2 Marzo avrà 7 giorni di pausa prima del Lecce (9 marzo), cosa di cui Conceicao non ha mai potuto favorire da quando siede nella panchina rossonera. Certo che le partite pesano ugualmente, ma fin qui ha dimostrato (ad eccezione dello scivolone contro la Juve) di poter portare a casa risultati sporchi in campionato.
A dimostrare questa tesi ci sono i punti fatti fin qui: 14 in 7 partite, che equivalgono a 2 punti a partita e non erano (purtroppo) scontati, visto che nelle 7 precedenti al suo arrivo ne sono stati fatti 10. Ben 4 in meno, non pochi.
MILAN, ORA RINASCI
Ma torniamo alle parole “siamo più forti“. Decontestualizzando la frase, chi legge potrebbe pensare che Conceicao stia avendo i primi sintomi di pazzia, ma il contesto è stato appropriato: il clima in conferenza, seppur pesante, non ha fatto filtrare negatività, ma tutt’altro. L’allenatore portoghese si è mostrato sorridente e scherzoso alla stampa, ribadendo che “la pressione è altra, oggi non ho paura di niente e vado dritto per la mia strada“.
In breve, l’allenatore crede in quello che sta vedendo dopo la dolorosa eliminazione, visione che sicuramente può avergli alleggerito le spalle in questo momento, permettendogli di andare in conferenza con più fiducia e a cuor leggero (per quanto possibile). Questo non significa, chiaramente, che l’eliminazione è digerita e ora tutto va bene, ma significa che si sta lavorando nella maniera giusta per poter digerire e far digerire questa batosta. Il tempo ci darà le risposte, senza scordare che, nel calcio, tutto cambia troppo rapidamente…


