Dopo 23 giornate di campionato, il Milan guidato da Massimiliano Allegri viaggia a un ritmo nettamente superiore rispetto alla squadra della scorsa stagione allenata da Fonseca e Conceição. Il dato più evidente è il +15 in classifica, ma non è l’unico segnale di crescita. A fare la differenza è soprattutto la solidità difensiva: un anno fa, allo stesso punto del torneo, i rossoneri avevano già incassato 23 gol, sei in più rispetto a oggi.
Un Milan diverso, i numeri parlano chiaro
Con quei numeri, l’attuale Milan sarebbe la difesa peggiore tra le prime otto della classifica. Invece, evidenzia oggi Il Corriere dello Sport, grazie a un netto salto di qualità nella fase di non possesso, la squadra di Allegri è salita sul podio delle retroguardie meno battute: meglio hanno fatto solo Roma (14 gol subiti) e Como (16), mentre i rossoneri sono terzi con 17 reti al passivo.
La cura Allegri si vede sin dal ritiro estivo. Il tecnico livornese aveva indicato subito la strada: migliorare la fase difensiva come base per scalare la classifica. Un concetto semplice ma chiaro, ribadito più volte: subire meno significa vincere di più.
La mano di Allegri e l’evoluzione del reparto
Nella prima parte della stagione, il pacchetto arretrato ruotava quasi sempre attorno a Tomori, Gabbia e Pavlovic. Col passare delle settimane, però, si è ritagliato spazio anche De Winter. Il difensore belga ha risposto presente sia quando Pavlovic non era al meglio sia quando ha preso il posto di Tomori, offrendo qualcosa in più nella costruzione dal basso.
Per Allegri difendere bene non significa rinunciare al gioco: solidità e qualità devono convivere. Perché proteggere la porta è fondamentale, ma saper ripartire e creare occasioni lo è altrettanto. Ed è proprio questo equilibrio che sta rendendo il Milan più maturo e competitivo.


